
Non chiamatela battuta d’arresto o peggio bocciatura. La volontà delle parti è quella di superare le criticità. A conti fatti, però, dopo due anni di trattative, la bozza del contratto collettivo del settore degli architetti e degli ingegneri deve ancora essere affinata. Così ha deciso l’assemblea generale dei dipendenti. Così i sindacati UNIA e OCST – incaricati ufficialmente delle trattative - hanno comunicato stamani ai vertici dell’associazione padronale ASIAT.
Uno stop in vista di un traguardo che le parti continuano entrambe a ritenere fondamentale a tutela di un settore che negli ultimi anni ha conosciuto derive salariali pericolose per tutta la categoria.
Di qui la volontà ribadita stamani da parte padronale di rimanere al tavolo delle trattative, per altro avviate dalla stessa ASIAT.
Quanto ai punti critici, questi non sono marginali: si parla di salari e orari di lavoro. Concretamente che il salario minimo degli architetti venga parificato con quello degli ingegneri a 60 mila franchi.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino allegato. Ascolta le interviste a Igor Cima (UNIA) , Giorgio Fonio (OCST) e Luca Pagnamenta (ASIAT)
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

