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Ticino
Cavigliano chiama, Corleone risponde
Redazione
18 anni fa
Francesco Saporito, responsabile della segreteria del sindaco di Corleone: "Penso che il sindaco sarà disponibile per il gemellaggio"

"Il sindaco sta poco bene, può parlare con me. Mi dica". A parlare è Francesco Saporito, responsabile della segreteria del sindaco di Corleone. Provincia di Palermo. Sicilia. Gli spiego che un consigliere comunale di sinistra del comune di Cavigliano, Francesco Vanoni, ha inoltrato negli scorsi giorni al Municipio una mozione con la quale chiede di intraprendere i passi necessari per istituire un gemellaggio tra Cavigliano e Corleone, una delle località siciliane che, nella storia e nell’immaginario collettivo, maggiormente evoca la mafia. Quella di Vanoni, preciso, non è solo una provocazione. La richiesta si spiega con le ripetute minacce alla sua incolumità, le telefonate e le lettere anonime e minatorie che, nel corso della legislatura, gli sono piovute addosso. E non da ultimo con l’invito ricevuto di ritirare la sua candidatura alle imminenti elezioni. Vanoni, non senza ironia, ha voluto sollevare il caso e cerca solidarietà. Cerca un interlocutore serio sul problema delle minacce ai politici. Un interlocutore che vive e ha vissuto, fatte le debite proporzioni, un caso simile al suo. "Anche noi abbiamo vissuto questo tipo di situazione", ci dice Saporito, prendendo sul serio la proposta di Vanoni. "E qualsiasi richiesta che ci arriva e che va nel senso del rispetto della legalità la prenderemo sicuramente in considerazione. Anche quella di un gemellaggio". "Mi sembra una buon'idea - prosegue Saporito - perché le minacce non portano a niente di buono. Il lavoro dei politici va rispettato. Bisogna poterlo svolgere senza nessun tipo di minacce. E dunque sono solidale con questo tipo di richiesta". "Se dalla Svizzera arriverà una richiesta ufficiale - precisa il responsabile della segreteria del sindaco di Corleone - la prenderemo sicuramente in considerazione, ma poi starà al sindaco e alla giunta comunale decidere se farla andare avanti o meno. Da come la vedo io penso proprio che il sindaco sarà disponibile per il gemellaggio". Cavigliano chiama, Corleone risponde. E si può fare. Insomma. La discussione scivola poi su Corleone. Poche settimane fa, infatti, il sindaco Nino Iannazzo ed il consiglio comunale hanno chiesto allo Stato di allontanare il figlio del boss Totò Riina, Giuseppe Salvatore Riina, tornato a Corleone dopo la scarcerazione avvenuta solo perché un giudice del tribunale di Gela aveva mancato di depositare le motivazioni della sentenza. E ora Riina junior continua la sua vita normale a Corleone, fra passeggiate in piazza e visite ad amici e parenti. "Qui non lo vogliamo", ha dichiarato alla stampa Iannazzo. Ed il consiglio ha poi motivato la sua richiesta, con una premessa: "considerato che in questi anni la città ha intrapreso un percorso per coniugare legalità e sviluppo, raggiungendo risultati importanti; dato che la scarcerazione per decorrenza termini di Riina, con l´obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l´opinione pubblica ingenerando uno stato di preoccupazione di cui l´amministrazione e il consiglio comunale vogliono farsi interpreti", "il consiglio e l´amministrazione invitano gli organi preposti a valutare ogni utile iniziativa". Giuseppe Salvatore Riina intanto resta a Corleone. Con tutti gli obblighi previsti: rientro a casa non più tardi delle 20, uscita non prima delle 7; firma per tre volte alla settimana in commissariato nei giorni dispari. Il provvedimento gli impone pure di fare una vita retta, cercandosi un lavoro ed evitando di frequentare pregiudicati.  "Riina è qui", ci dice Saporito. "Ma noi andiamo avanti per la nostra strada. Anche perché la maggior parte dei corleonesi sono cittadini onesti. Certo siamo sempre nelle turbolenze. E veniamo sempre abbinati al fenomeno mafioso, anche se questa amministrazione sta facendo tantissimo perché ci sia il rispetto dalle legalità". [email protected]

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