
C'è tensione tra gli scalpellini ticinesi. È da un paio di giorni infatti che si respira minaccia di rappresaglie contro chi vorrebbe partecipare alla mobilitazione generale indetta per quest'oggi dai sindacati per protestare contro la precaria situazione contrattuale. E dalle prime ore di stamani, sottolinea il sindacato OCST, c'è stata "un'inaudita pressione di diversi datori di lavoro nei confronti dei propri collaboratori". Alcune cave sono infatti state presidiate da agenti di sicurezza privati. In altri siti i datori di lavoro hanno accompagnato personalmente per mano ogni singolo lavoratore affinché non partecipassero allo sciopero.
Ora, proprio in questo momento, un centinaio di scioperanti si sta radunando a Quartino, presso il ristorante La Pergola, dove è stata indetta un'assemblea del personale per rivendicare il contratto collettivo di lavoro, uno dei più vecchi siglati in Ticino, che l'associazione padronale del granito (AIGT) ha disdetto due anni fa.
"È commovente vedere, malgrado le pressioni e le minacce dei padroni, quante persone si sono riunite qui oggi per i loro diritti" ha esclamato Paolo Locatelli del sindacato OCST. "I lavoratori vengono trattati come numeri, come fossero delle merci" ha continuato. "Chiediamo certezze contrattuali per il futuro. I datori di lavoro vogliono far perdere il diritto di prepensionamento anticipato a 60 anni. Ma lavorare dopo i 60 anni in una cava è molto difficile". "In assenza di un ccl specifico" continua Locatelli, "il settore del granito è assoggettato alla Convenzione nazionale mantello dell'edilizia. Ma pure questo contratto l'AIGT non vuole riconoscerlo, poiché dice che non è adatto".
"Non c'è dialogo" affermano alcuni scalpellini presenti sul posto. "Tiriamo la cinghia, facciamo fatica ad arrivare a fine mese, soprattutto chi ha famiglia".
Ora è il momento di far intervenire la politica, è stato sottolineato durante l'assemblea. Alle 15 sindacalisti e lavoratori verranno quindi accolti dal consigliere di Stato Manuele Bertoli, al quale consegneranno una petizione affinché il Governo intervenga come mediatore tra le parti.
Una posizione da parte dell'associazione patrimoniale è attesa per domani.
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