
Il partito, i Verdi, i Bilaterali, le elezioni, il nodo Pesenti. Nel partito socialista un grande dibattito è ai nastri di partenza. La svolta degli ecologisti sulla libera circolazione ha dato il là a un’ampia discussione nella sinistra ticinese. Noi abbiamo sentito alcuni esponenti socialisti, per capire che aria tira. Cominciamo da Franco Cavalli che sui Verdi ci va giù durissimo: “La mossa di Savoia – dice - è una mossa alla Savoia, uno che è sempre stato in grado di dire tutto e il contrario di tutto. Il suo è un basso giochetto elettoralistico, è proto-leghismo”. Ma l’ex consigliere nazionale non nasconde una certa ansia per le prossime elezioni: “Un po’ di preoccupazione ce l’ho. Siamo un partito in stallo, che si muove poco, è molto filogovernativo e molto assente sul fronte extraparlamentare. Ma – precisa – qualcosa si sta muovendo tra le nuove linee. E qualcosa di nuovo spero succederà”. Capitolo Pesenti: “Per me il punto di partenza nel ragionamento è “il caso Martinelli”. Il partito allora disse no, a concedere un nuovo mandato oltre gli statuti. E non vedo perché in questa occasione dovrebbe esserci un’eccezione. Anche se attendo la discussione prima di pronunciarmi definitivamente, se ci saranno argomenti forti a sostegno di questa eccezione, li ascolterò. Non va dimenticato, infine, che la discussione tocca altre persone, a cominciare da Bertoli”. “I Verdi stanno cavalcando delle paure”, dice Bill Arigoni. “E questo potrebbero sottrarci qualche consenso. Ma noi socialisti ce ne siamo sempre occupati del tema: abbiamo proposto ad esempio il salario minimo. Sono i partiti borghesi che devono dirci cosa vogliono fare. “Il PS, invece – aggiunge il deputato -ha bisogno di un ricambio di persone, a cominciare dal sottoscritto. E anche la Consigliera di Stato Pesenti ha finito il suo periodo. Inoltre bisognerebbe fare una riflessione coraggiosa, che il partito non vuol fare perché è il suo Dipartimento, anche sul DSS. Bisognerebbe criticare le cose che non vanno. E ce ne sono”. “Di gente che si occupa del tema dei Bilaterali accademicamente, ce ne è già abbastanza”, taglia corto Saverio Lurati. “Il problema in realtà è molto complesso. A cominciare dall’atteggiamento del padronato. Qui da noi le imprese che si lamentano perché non ricevono gli appalti, sono le prime a sfruttare i meccanismi perversi della libera circolazione. Hanno sempre più una mentalità italiana e dunque lassista. E chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Sul partito Lurati dice che adesso “non sta creando entusiasmo. Ma in periodi di crisi la deriva populista e di destra è abbastanza scontata. Sul lungo periodo la coerenza del PS pagherà”. E sulla possibilità che Patrizia Pesenti chieda un nuovo mandato al congresso, il deputato pensa che sia meglio cambiare, rispettando gli statuti. Chiara Orelli si dice stupita della posizione dei Verdi. Posizione, dice, con una punta di demagogia. “Ma – spiega - è giusto comunque raccogliere questi stimoli, senza però sconfinare nel populismo”. Anche Orelli si dice un po’ preoccupata per le prossime elezioni. “Tenendo saldi i nostri principi, dobbiamo fare un sforzo, con qualche proposta con più mordente, sia in Governo che in parlamento”. Infine l’ex presidente Anna Biscossa che si dice pure lei stupita dalla posizione dei Verdi. “Ma - aggiunge - è un dato di fatto che i bilaterali stanno provocando problemi oggettivi, e che questo meriti una riflessione. La sinistra deve rimettere al centro della propria agenda il lavoro, i diritti e i doveri. Ma non da sola: immagino una grande riflessione di Paese, a fianco di quelle imprese che hanno a cuore la responsabilità sociale. In modo che anche in Ticino i Bilaterali siano quell’occasione che sono, ma che fino ad oggi da noi non sono stati”. Sul partito, per Anna Biscossa, il PS non sta peggio degli altri: “Ho l’impressione - dice - che tutti i partiti in Ticino soffrano di gravi difficoltà”. Pesenti sì o Pesen
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