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Il ricordo
Cavalli: "Marty poteva essere il nostro miglior consigliere federale"
Redazione
3 anni fa
Franco Cavalli traccia un ritratto del suo amico e collega in Parlamento Dick Marty, scomparso oggi all'età di 78 anni. "Era un uomo di mondo, ma era estremamente legato alle sue radici nel paese".

"È stato senza ombra di dubbio la personalità politica svizzera, non solo ticinese, più conosciuta all'estero negli ultimi 20 anni". Così Franco Cavalli ricorda il suo collega in Parlamento Dick Marty, ex procuratore, consigliere di Stato e consigliere agli Stati, scomparso oggi all'età di 78 anni. Amico intimo di Marty, abbiamo cercato di tracciare con Cavalli un suo ritratto. 

Siete entrambi entrati in Parlamento nel 1995. Lei socialista, Dick Marty radicale. Che persona era Dick Marty?

"Poteva dare l'impressione di una certa durezza, proprio perché la sua educazione calvinista basata sul dovere lo spingeva a impegnarsi a fondo in tutte le cose. La sua caratterista era quella di non fare mai compromessi moralmente inaccettabili per lui. Bisogna dire che spesso persone con una moralità così severa non cambiano nella vita. Lui invece ha saputo cambiare le sue posizioni e imparare. Quando lui per esempio cominciò come procuratore pubblico era conosciuto per essere molto severo sul tema della droga. Poi ha capito che era la strada sbagliata. Negli ultimi anni si è sempre battuto per la liberalizzazione completa della droga, cosa che 40 anni fa avrebbe probabilmente giudicato inammissibile".

Dick Marty si era fatto un nome a livello internazionale. Il Ticino gli stava un po' piccolo?

"Il Ticino sicuramente gli stava un po' piccolo, come la Svizzera in fondo, anche se sono convinto che lui sarebbe stato il migliore consigliere federale che avremmo potuto avere. Ma proprio per questo suo non voler mai fare compromessi si è tagliato la strada. Era però legato al paese, parlava dialetto con la gente, andava nei paesini a discutere. Non viveva nella torre d'avorio. Quando ci incontravamo parlavamo di Palestina, Ucraina, Cecenia. Ha girato in tutto il mondo e fatto diverse inchieste. Era un uomo di mondo, ma era estremamente legato alle sue radici nel paese".