
L’oncologo ticinese Franco Cavalli - con l’appoggio di una settantina di personalità, tra cui Dick Marty, Jean Ziegler e diversi professori delle facoltà di medicine svizzere - ha presentato una denuncia all’autorità di sorveglianza radiotelevisiva contro una trasmissione andata in onda lo scorso 14 maggio alla radio romanda, incentrata sui medici cubani inviati all’estero per aiutare nella lotta contro il coronavirus. In qualità di presidente di Medicuba Europa, associazione con sede in Ticino il cui scopo è sostenere il sistema sanitario cubano, Cavalli ritiene che la trasmissione radiofonica abbia rappresentato “in modo scorretto” le missioni mediche e infermieristiche che il paese caraibico intrattiene in 4 continenti e per cui l’associazione fornisce materiale.
“La succitata trasmissione ha cercato di dimostrare in modo scorretto che le missioni mediche cubane, comprese quelle realizzate recentemente per aiutare molti paesi a combattere la pandemia da Coronavirus, rappresentano una forma moderna di ‘tratta degli schiavi’” denuncia Cavalli in una nota. Una tesi, quella della tratta degli schiavi, che secondo l’oncologo ticinese è “inventata dall’attuale amministrazione americana”, che sta “approfittando della pandemia per cercare d’affamare l’isola caraibica”. Tesi con cui, rincara Cavalli, “tenta a suon di dollari di screditare queste missioni estremamente popolari e ben accolte da tutti i paesi, tanto che attualmente c’è un movimento internazionale che le sta proponendo per il premio Nobel della pace”.
Secondo Cavalli la trasmissione della Radio Romanda si è basata unicamente su testimonianze di oppositori al governo dell’Avana e ha presentato una visione “unilaterale, parziale” e “senza alcun contraddittorio”. Da qui la denuncia, presentata assieme all’Associazione Svizzera-Cuba, contro la radio romanda che, in contrasto agli articoli della Legge Radiotelevisiva, non ha garantito “un minimo di oggettività”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

