
Ci sono divergenze di vedute nel Partito liberale radicale su come procedere con l'aggregazione del Bellinzonese dopo che 4 comuni su 17 l'hanno respinta in votazione popolare, lo scorso 18 ottobre.
Come ricorderete, nei giorni successivi al voto il deputato Fabio Käppeli aveva lanciato un appello per chiedere di portare avanti il progetto originale, quindi a 17 comuni.
"I preavvisi non vincolanti (perché di questo si tratta) di alcuni comuni non sono indispensabili per la nascita di un nuovo Comune forte" sosteneva il giovane granconsigliere. "Vi sono infatti ragioni e interessi superiori, di natura geografica, pianificatoria, territoriale e di sviluppo economico, che sono ampiamente presenti per procedere così come progettato."
Käppeli chiedeva quindi di aggregare in modo coatto anche i comuni i cui cittadini si sono espressi contro la Nuova Bellinzona, "nell'interesse di uno sviluppo socio-economico equilibrato del Bellinzonese."
"Lo dobbiammo alle future generazioni" concludeva.
Oggi giunge la replica del presidente PLR Rocco Cattaneo, che sulle pagine de La Regione definisce "ardita" l'uscita di Käppeli.
"Col gruppo parlamentare ho discusso delle aggregazioni, incluso l'appello di Käppeli" afferma Cattaneo. "E mi sono espresso, a titolo personale, in modo critico. A mio avviso la volontà popolare va rispettata, in un senso e nell'altro. Ritengo quindi che l'uscita di Käppeli sia stata piuttosto ardita. È andato un po' fuori strada."
Il presidente PLR spiega inoltre che per lui "l'autonomia dei Comuni è un valore da difendere, laddove non vi sia un bisogno impellente di aggregarli e le autorità locali dimostrino di avere voglia di fare bene. In simili situazioni le coatte andrebbero quindi evitate."
In merito alle rinuncie del sindaco di Cadenazzo Flavio Petraglio e della vicesindaca di Arbedo-Castione Elisabetta Ghirlanda, entrambi delusi per la bocciatura dell'aggregazione da parte dei loro concittadini, Cattaneo afferma di voler parlarne con loro prima di esprimersi pubblicamente: "In generale il politico deve saper accettare il giudizio del popolo. Se questo non va nella direzione auspicata bisognerebbe farsene una ragione, ma soprattutto capire che forse non tutto è stato adeguatamente considerato. A ogni modo, è davvero un peccato vedere politici motivati che rinunciano alla carica."
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