
Cresce lo sfitto in Ticino. Le stime oggi parlano di 5 mila unità abitative vuote. Il tema con le sue conseguenze pratiche è stato affrontato dalla Camera ticinese dell’economia fondiaria (CATEF) che prevede entro fine anno un’ulteriore crescita a 6 mila appartamenti sfitti.
“Se si ragiona in termini di unità è una situazione da primato - ha spiegato il presidente di CATEF Gianluigi Piazzini ai microfoni di TeleTicino -. Seimila appartamenti disponibili, applicando i parametri, vuol dire spazio per 12 mila persone, ed è un immobilizzo di oltre un miliardo di franchi. C'è da essere veramente preoccupati”.
Con un paese che fatica a crescere, ha detto Piazzini, assorbire questi spazi non sarà tanto semplice. A pagare dazio sarà tutta la filiera dell’economia fondiaria con una forte frenata dal 2020 soprattutto per il settore dell’edilizia abitativa.
“Secondo noi - sottolinea Piazzini - ci sarà un grossa correzione da parte del committente privato. Costruire ex novo diventerà sempre più pericoloso, il risanamento sarà talmente impegnativo anche a livello delle norme stesse che probabilmente ci sarà una pausa di riflessione importante. L'esperienza insegna che è sufficiente una contrazione del 10-15% delle commesse per mettere in fibrillazione il mercato”.
Ci sono poi le conseguenze a corto termine, alcune già in atto, come l’abbassamento delle pigioni. Un dumping degli affitti a favore delle costruzioni nuove che rende più complicato intervenire sull’esistente datato.
“L'offerta di stabili nuovi o di appartamenti nuovi a pigione bassa - ha spiegato la segretaria cantonale di CATEF Renata Galfetti - ha un influsso anche sulle case già esistenti che, seppur anche dignitose, magari non hanno tutti gli oggetti più moderni che oggi invece vengono offerti”.
Di qui il grande interrogativo: ristrutturare o no gli spazi esistenti. Una questione che i proprietari oggi più che mai si trovano a dover valutare con grande attenzione. Non solo perché ristrutturare tendenzialmente è più caro, ma perché le norme edilizie sono indirizzate più al nuovo che all’esistente.
“Uno degli obiettivi principali - ha sottolineato Galfetti - è di fare in modo che si possa favorire il risanamento. Tante volte si parla di spazi verdi, ecco, si può anche avere opinioni diverse però è vero che se si può recuperare gli spazi già occupati e favorire il risanamento penso sia nell'interesse generale. Per favorirli bisogna anche vedere di non mettere delle norme penalizzanti ma magari incentivanti”.
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