
"L’8 marzo è la giornata internazionale per i diritti delle donne e come ogni anno è un giorno per valutare e analizzare il punto della situazione in materia di conquista dei diritti nel campo della parità e per campagne di sensibilizzazione". Per questo le deputate Lisa Boscolo (Ps) e Giulia Petralli (Verdi) hanno deciso di inoltrare un'interrogazione al Consiglio di Stato, dove con cinque domande "desiderano focalizzarsi sulla situazione delle molestie sul suolo pubblico in Ticino".
"Un fenomeno che ha un impatto psicologico sulle vittime"
Le molestie nello spazio pubblico, viene spiegato nel testo, "si riferiscono ad atti che minano la dignità di una persona a causa del suo sesso, orientamento sessuale, identità di genere o espressione di genere". Un fenomeno che "incide sul diritto alla libertà di movimento e che ha un impatto psicologico sulle vittime, in particolare sulle donne, che possono addirittura provocare paura, angoscia o collera". Vittime che, per cercare di sfuggire a tutto questo, "si sentono costrette, per esempio, a modificare i loro comportamenti, il modo di vestirsi, le loro abitudini di trasporto o la frequentazione di determinati luoghi pubblici".
I casi di molestie
Citando uno studio condotto da esterni su mandato del Consiglio federale a seguito di un postulato dell'ex consigliere nazionale vallesano Mathias Reynard (Ps), Boscolo e Petralli riportano come "i dati sulle molestie sessuali in Svizzera siano insufficienti. Questo è dovuto in parte al fatto che le indagini definiscono questo tipo di atti in modo diverso e i casi vengono inseriti nelle statistiche criminali sono se segnalati dalla polizia. Un tasso di segnalazione che -si suppone- è inferiore al 20%". Arrivando ai numeri, sempre in base allo stesso studio citato nell'interrogazione, si legge come "nel 2020 le Statistiche sulle criminalità della polizia hanno registrato 1'435 casi di molestie sessuali e 1'477 vittime. In nove casi su dieci a subire questo tipo di violenze era una donna e la fascia di età più a rischio era compresa tra i 18 e i 29 anni. Oltre il 95% degli imputati erano uomini". Per quanto riguarda i luoghi, invece, "un'ampia percentuale di casi di è verificato in uno spazio pubblico e ha riguardato principalmente aggressioni fisiche come toccamenti, molestie verbali o scontri con persone che persone che si masturbano".
L'esempio di alcuni Cantoni d'oltre Gottardo
In Ticino "si sta lavorando bene per quanto riguarda il tema delle violenze, in particolare quelle domestiche", ma sul fenomeno messo in evidenzia dall'interrogazione "non sembrerebbe ci sia qualcosa in atto". Mentre in altri Cantoni sono state attuate alcune campagne di sensibilizzazione. "Per esempio, il Canton Vaud ha realizzato una campagna di sensibilizzazione in collaborazione con i Comuni. I Cantoni di Ginevra e Berna hanno creato un’applicazione per segnalare gli atti di catcalling. Nei Cantoni di Friborgo e Losanna sono state lanciate delle iniziative che vedono la collaborazione tra esercenti di bar e ristoranti assieme alla polizia. In questo caso è stato messo in atto un dispositivo di protezione che si attiva con una parola di sicurezza da pronunciare in caso di molestie o pericolo3. Insomma, molti Cantoni a livello svizzero si stanno attivano per combattere anche questo tipo di violenze".
Le domande poste al Consiglio di Stato
Cinque, come scritto, le domande che le due deputate indirizzano al governo.

