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Cataloghi stampati in Italia? "Un'opportunità"
Cataloghi stampati in Italia? "Un'opportunità"
Cataloghi stampati in Italia? "Un'opportunità"
Redazione
11 anni fa
Il Governo ha risposto all'interrogazione parlamentare di Massimiliano Robbiani. "Sono solo due gli enti pubblici che spendono all'estero"

Aveva fatto parecchi discutere in settembre l'indiscrezione secondo cui alcuni enti pubblici, che beneficiano di sussidi cantonali, si sarebbero rivolte a tipografie italiane per stampare i loro cataloghi.

Tra questi enti pubblici si citava il centro culturale M.A.X. Museo di Chiasso, l'Accademia di architettura di Mendrisio, la Pinacoteca Züst di Rancate o anche l'Archivio di Stato di Bellinzona.

Sulla base di quell'allarme, che era stato lanciato dall'associazione di settore nel campo della comunicazione visiva Viscom, il deputato leghista Massimiliano Robbiani aveva redatto un'interrogazione parlamentare all'indirizzo del Consiglio di Stato.

Robbiani voleva avere innanzitutto una conferma dell'indiscrezione. Poi voleva sapere quali sono gli enti pubblici che si rivolgono alle tipografie italiane, da quanto tempo e per quali importi.

Negli scorsi giorni il Governo ha fornito le sue risposte.

Nella premessa, si legge che le verifiche effettuate presso i vari dipartimenti hanno permesso di appurare che esistono mandati di stampa affidati a tipografie italiane quasi esclusivamente in ambito culturale, fatta eccezione per l'EOC, che dal 2010 a oggi ha commissionato lavori tipografici oltre frontiera pari allo 0,92% del totale della spesa della voce stampati.

Per quanto riguarda l'ambito culturale, prosegue il Governo, tra gli istituti gestiti dal Cantone solo il Museo Cantonale d'Arte e la Pinacoteca cantonale Giovanni Züst hanno ricorso negli ultimi quattro anni a case editrici o stamperie italiane per i cataloghi delle proprie mostre.

"Questa scelta permette infatti di avere un accesso privilegiato alle reti di distribuzione italiane specializzate in questo tipo di pubblicazioni, quindi di raggiungere maggiormente il pubblico internazionale interessato all'offerta culturale ticinese" scrive il Governo, sottolineando che si tratta di casi limitati, valutati di volta in volta in base "alle opportunità inerenti al raggiungimento del pubblico internazionale."

Nel complesso tra il 2011 e il 2014 gli enti pubblici del Cantone in ambito culturale hanno speso 1,32 milioni nel settore degli stampati. Di questi solo 142'110 franchi sono andati all'estero.

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