
Il Governo ticinese della passata legislatura è andato oltre le proprie prerogative nella questione che riguardava l'elaborazione della nuova pianificazione di Castione, comprendente lo stadio. Lo ha stabilito il TRAM che, con sentenza dell'8 settembre, ha in parte accolto l'istanza di ricusa del Consiglio di Stato presentata dal gruppo Marti, ossia il proprietario di oltre la metà dei terreni in zona industriale, tra la stazione ferroviaria e il fiume Ticino.
Il gruppo aveva chiesto di impedire che l'approvazione della variante del piano regolatore, accettata due anni fa dai cittadini di Arbedo-Castione, dipendesse dal Governo, intervenuto nella fase di allestimento della variante concordandone i contenuti con il Municipio.
L'approvazione del nuovo assetto della zona è pendente da tempo di fronte al Governo, il quale potrà ora affrontare la questione. Ma la decisione spetta solo ai quattro consiglieri di Stato eletti nella presente legislatura. Laura Sadis viene dunque esclusa poiché faceva parte dell'Esecutivo cantonale che nel 2010 si è occupato del futuro volto del comparto prima dell'inizio della fase degli esami preliminari.
Paolo Beltraminelli, Manuele Bertoli, Norman Gobbi e Claudio Zali possono dunque deliberare tra un mese. Sempre che non vengano inotrati ricorsi al Tribunale Federale.
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