
Anche l'ultimo componente della banda che aveva tentato una rapina ad un portavalori lo scorso 16 ottobre a Castelrotto è finito in manette. Lo comunicano il Ministero Pubblico e la Polizia cantonale in una nota, specificando che l'arresto è avvenuto lo scorso giovedì 4 febbraio a Bellinzona.
Si tratta di un 37enne cittadino italiano, residente nella fascia di confine della vicina penisola. Su di lui pendeva un mandato di arresto spiccato dalla Magistratura ticinese, con un ruolo di supporto nel colpo. L'arresto è già stato confermato dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Il numero dei malviventi arrestati finora sale dunque a sette.
Come si ricorderà, la rapina del 16 ottobre era stata sventata dalla Polizia cantonale in collaborazione con la Polizia di Stato italiana (Squadra mobile di Milano), che aveva fornito importanti informazioni per fermare i criminali, nonché con il Corpo delle Guardie di confine che aveva assicurato il presidio delle frontiere. I rapinatori, a bordo di un'Audi, una Bmw e un furgone Fiat Ducato bianco, erano entrati poco dopo le 7.00 da un valico secondario sulla Tresa. Sin da subito erano stati presi in consegna dal dispositivo di polizia fino al fermo a Castelrotto, avvenuto alle 7.20 circa.
Un fermo rapido e dinamico che aveva permesso in pochi istanti, e senza l'uso della forza, di stroncare sul nascere le velleità dei sei malviventi. A bordo dei veicoli erano state rinvenute delle armi, nonché altro materiale da utilizzare per giungere al loro obiettivo.
L'arresto odierno è il risultato del lavoro effettuato dagli inquirenti della Polizia cantonale, coordinati dal Procuratore pubblico Nicola Respini, a seguito dei fatti di Castelrotto, e che permette di coronare con un ulteriore successo l'operazione internazionale "Duomo".
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