
L’ipotesi della corsa clandestina, avanzata dai media russi il giorno dopo la tragedia di Castagnola, è stata scartata. “Non vi sono elementi per andare in questa direzione”, ha confermato a TeleTicino il portavoce della polizia cantonale Renato Pizzoli.
Nessun elemento insomma avvalora la tesi che i due giovani russi, vittime dell’incidente avvenuto mercoledì scorso sul ponte del diavolo a Lugano, stessero partecipando ad una gara automobilistica. L’inchiesta della magistratura sulla dinamica dell’incidente intanto prosegue a tutto campo.
Unici elementi certi sono quelli contenuti nell'autopsia consegnata negli scorsi giorni: i due giovani – di 19 e 23 anni – sono morti per annegamento. Sabato le loro salme sono state liberate, restituite ai famigliari che hanno provveduto al rimpatrio per il rito funebre.
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