
È stata consegnata nelle scorse settimane la perizia tecnica, disposta dal sostituto procuratore generale Antonio Perugini, sull’auto dei giovani russi che lo scorso 24 novembre uscirono di strada a Castagnola perdendo la vita.
Stando a quanto anticipato da TeleTicino il rapporto tecnico parla chiaro: la BMW di grossa cilindrata guidata dal 23 enne al momento dell’incidente era in perfette condizioni. Dai rilievi peritali non risultano neppure segni di collisione con altre auto. Nessun intervento di terzi, dunque.
L’auto - con a bordo il 23 enne e la 19 enne nipote dell’oligarca russo Platon Lebedev - sarebbe finita nel lago dopo un volo di oltre 10 metri in quello che verosimilmente va considerato un tragico ma banale incidente. Una conclusione che non ha convinto i famigliari delle vittime che hanno immediatamente chiesto una super perizia, non concessa dal procuratore Antonio Perugini.
Secondo i genitori – entrambi appartenenti a importanti e facoltose famiglie russe - all’origine dell’incidente ci sarebbero infatti i servizi segreti russi. I figli avrebbero pagato una rivalità legata ad enormi interessi economici che rimandano ai poteri forti di Mosca. Platon Labedev è infatti un ex imprenditore di un'azienda petrolifera finita al centro di uno scandalo giudiziario nazionale che nel 2003 portò in carcere l’amministratore cresciuto sotto l’ala di Boris Elsin fino all’arrivo di Vladimir Putin.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18:45
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