
L’ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey lo aveva paragonato a Donald Trump, per la sinistra nazionale è un praticante che sta portando il Paese sempre più a destra mentre per la Lega le sue posizioni sono sempre più accondiscendenti nei confronti dell’Unione europea. Parliamo ovviamente del consigliere federale Ignazio Cassis, che negli ultimi mesi si è trovato sotto un vero e proprio fuoco di fila di critiche.
La figura del consigliere federale ticinese non è passata inosservata neppure al giornalista e diplomatico italiano Sergio Romano, che in una sua opinione pubblicata ieri sul Corriere della Sera ha definito il consigliere federale ticinese “un sovranista”.
Citando un’intervista rilasciata dallo stesso Cassis al Corriere della Sera del 21 luglio scorso - in cui il capo del DFAE aveva citato Nicolao della Flüe (“Fate i vostri interessi in casa vostra e lasciate stare gli altri”) e paragonato l’importanza della data del ‘No’ popolare alla partecipazione allo Spazio economico europeo a quella della battaglia di Melegnano, quando gli svizzeri scelsero la neutralità - Romano afferma di non sapere quale possa essere la posizione del consigliere federale in merito all’iniziativa UDC contro la libera circolazione ma si rallegra del fatto che “non tutti gli svizzeri, fortunatamente, si esprimono con i suoi argomenti sovranisti”.
Tuttavia, secondo Romano, nonostante oltreconfine “ci siano voci sovraniste” (come quella di Cassis, appunto), “l’esperienza federale resta un capitale da cui attingere”. Insomma, Bruxelles può imparare qualcosa dalla Svizzera, "leghisti locali permettendo..."
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