
Il PLRT ha deciso: Ignazio Cassis sarà il candidato unico ticinese alla successione di Didier Burkhalter in Consiglio federale. Una strategia anticipata dallo stesso presidente cantonale Bixio Caprara e ribadita nel corso della conferenza stampa odierna a Camorino.
La scelta, tuttavia, non è stata condivisa da tutti. Un nome su tutti: Giorgio Giudici. L’ex sindaco di Lugano ha ribadito le sue perplessità questa mattina ai microfoni di RTS e tra gli scettici annoveriamo anche il politologo ticinese Nenad Stojanovic, quasi a formare un’insolita ‘alleanza’ con l’ex sindaco di Lugano. Anche se i motivi di fondo, come vedremo, sono decisamente diversi...
“Continuo a ritenere che quella della candidatura unica sia una scelta rischiosa. Non posso dire se sarà giusta o sbagliata, questo lo scopriremo tra due mesi – ci spiega Stojanovic - Secondo me optare per un unico nome è rischioso perché si punta tutto su un candidato maschio della destra moderata del partito. Se qualche sezione romanda proponesse una donna più al centro di Cassis c’è da scommettere che questa candidatura avrà l’appoggio di tutto il blocco di centro sinistra del Parlamento. Parlo di PS, Verdi, Verdi liberale, parte del PPD e di alcuni maschi liberali svizzerotedeschi che hanno interesse a veder eletta una donna perché tra due anni un candidato maschio avrà più possibilità di subentrare a Johann Schneider-Ammann”.
In sostanza, una candidatura unica, peraltro annunciata anticipatamente, è scoperta alle grandi manovre di Palazzo federale. “Ritengo che una strategia con più di un nome sarebbe stata migliore. Addirittura con tre nomi. In questo modo sarebbe passato un messaggio più forte, ovvero 'pensiamo che tocchi davvero alla Svizzera italiana avere un proprio rappresentante un Consiglio federale e ci auspichiamo un ticket con due italofoni'. Con questa strategia i candidati romandi, vista la forte pressione, si sarebbero probabilmente ritirati da soli, così invece è praticamente sicuro che proporranno un loro candidato. E se ragionano strategicamente sarà una donna”.
Quello che è certo è che nelle prossime settimane Cassis sarà messo sotto pressione da parte della stampa d’Oltralpe e rischia di giocarsi il tutto per tutto, in particolare se il suo nome dovesse venir ‘impallinato’ dall’Assemblea federale.
In conclusione Stojanovic rimprovera il modus operandi del PLR cantonale: “Hanno ragionato troppo in termini di politica ticinese. Hanno guardato al proprio orticello invece che all’interesse nazionale”.Nel mirino del politologo ticinese il focus sul possibile effetto domino per la politica cantonale. “Se venisse eletto Vitta, gli subentrerebbe in Consiglio di Stato il luganese Michele Bertini, che precluderebbe la candidatura in Governo di un altro luganese, ovvero Alex Farinelli. Se venisse eletto Cassis gli subentrerebbe, in Consiglio nazionale, l’ex presidente del Plrt Rocco Cattaneo e basta. A Laura Sadis invece non subentrerebbe nessuno”.
Calcoli politici che il PLR ha dovuto fare ma che Stojanovic non condivide: “C’è chi aveva interesse in una candidatura di Vitta, chi in una di Cassis. E anche Giorgio Giudici è stato di parte: se avessero candidato Vitta avrebbe probabilmente detto che era tutto ok”.
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