Cerca e trova immobili
Ticino
Cassis sui domenicali
Cassis sui domenicali
Cassis sui domenicali
Redazione
9 anni fa
Caffè e Mattino commentano la nomina di Ignazio Cassis come responsabile del Dipartimento degli Affari Esteri

Confermando la sua tradizione di partito di rottura la Lega, sul Mattino della Domenica di oggi, fa subito terminare la luna di miele per l’elezione di Ignazio Cassis al Consiglio Federale e in particolare al Dipartimento federale degli Affari Esteri. Augura certo buon lavoro al consigliere federale, ma è l’unico atto di fair-playing. Infatti i colonnelli di Monteboglia non fanno mistero di sperare che il Consigliere Federale ticinese riesca a rinegoziare l’accordo quadro con l’UE, a costringere la vicina Repubblica a rispettare gli accordi sottoscritti già da tre anni e a non avvantaggiare ulteriormente dal punto di vista fiscale i frontalieri.

Insomma i nodi verranno presto al pettine del neo eletto Ministro degli Esteri. E anche la Lega si augura che i negoziatori svizzeri (definiti spregiativamente i camerieri dell’Unione Europea) pilotati dal nuovo Ministro degli Esteri facciano la voce un po’ più grossa a Bruxelles. Questo dipenderà ovviamente anche dal modo in cui proseguiranno le negoziazioni, certo non facili, tra Bruxelles e Londra. Potrebbe anche darsi che alla fine prevalga il buon senso che gioverebbe alla lunga alla Svizzera.

Non si può certo dire che il domenicale Caffé della Domenica appartenga all'establishment, ma non è certo dissacrante come l'altro domenicale, il Mattino. Per cui è interessante notare le differenze nel commentare la nomina di Cassis al Consiglio Federale. Il Caffè ha chiesto a due pezzi da Novanta di scrivere una lettera al neo-Consigliere Federale. Franco Cavalli, oncologo di fama mondiale, mette in evidenza la citazione di Cassis, nel suo discorso di accettazione davanti alle Camere riunite, della rivoluzionaria Rosa Luxemburg (1871-1919). E gli chiede di mostrare, come ministro degli esteri, grande apertura verso i paesi in via di sviluppo e comprensione per un mercato del lavoro "da Far West" che penalizza i nostri giovani.

L'altro pezzo da Novanta, l'ex-consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI (Società cooperativa per la radiotelevisione Svizzera di lingua italiana), si felicita con il nuovo ministro federale per aver sottolineato l'importanza della coesione nazionale nel suo discorso di accettazione. Ma non manca di sottolineare le difficoltà a cui andrà sicuramente incontro come ministro degli esteri, soprattutto per il dossier aperto con l'Unione Europea. Il politologo Nenad Stojanovic sostiene invece che Ignazio Cassis sarà l'ago della bilancia per gli accordi con l'UE, ma sopratutto sulla preferenza indigena. I nostri domenicali non nascondono certo le sfide a cui sta andando incontro il nostro neo-Ministro degli Esteri.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata