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Ticino
"Cassis? Stiamo puntando sul cavallo sbagliato"
"Cassis? Stiamo puntando sul cavallo sbagliato"
"Cassis? Stiamo puntando sul cavallo sbagliato"
Redazione
9 anni fa
Bignasca sostiene che il Ticino non ha chance di tornare in Consiglio federale. "PLRT troppo Pelli-dipendente"

La candidatura unica ticinese di Ignazio Cassis per la successione di Didier Burkhalter, comunicata oggi dal presidente cantonale del PLR Bixio Caprara, "ha eliminato quelle poche chance che il nostro Cantone aveva di tornare in Consiglio federale", secondo il coordinatore della Lega dei Ticinesi, Attilio Bignasca.

"Stiamo puntando sul cavallo sbagliato" sostiene Bignasca. "La sinistra non lo voterà per i suoi legami con le casse malati, l'UDC non lo voterà perché è stato tra gli artefici dell'estromissione di Christoph Blocher. Quindi lo si può ritenere già fuori dai giochi."

"Poi Cassis si era già presentato qualche anno fa e aveva preso, se non sbaglio, 9 voti" aggiunge il coordinatore leghista.

Gli facciamo notare che da allora Cassis di strada ne ha fatta parecchia, diventando tra le altre cose capogruppo PLR. Ma Bignasca replica affermando che "gli hanno dato quella carica solo perché era l'unico che stava a Berna per lavorare per le casse malati e perché aveva più tempo degli altri."

"Il PLR cantonale ha sbagliato tutto, dovevano lasciar scegliere tra una base più ampia" prosegue Bignasca. "Christian Vitta è senz'altro più competente e modesto di Cassis e anche una candidatura di Mauro Dell'Ambrogio penso che sarebbe stata più interessante. Il partito è ancora troppo Pelli-dipendente."

E Laura Sadis? "Lei ha fatto a suo tempo l'errore di candidarsi per il Consiglio di Stato" afferma Bignasca. "Se fosse rimasta a Berna, come le avevo consigliato io, forse ce l'avrebbe fatta a entrare in Consiglio federale. Ma in Ticino ha trovato un vespaio."

Bignasca precisa infine che i due consiglieri nazionali della Lega, Roberta Pantani e Lorenzo Quadri, decideranno per conto loro se sostenere o meno Cassis, "in base alle audizioni".

Il Ticino rischia in ogni caso di presentarsi a Berna in modo disunito. "Ma non lo è stato neanche con Norman Gobbi, se è per quello" conclude Bignasca, che si trova ancora in Ticino in attesa di partire "forse per Bellagio".

Andrea Stern

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