
Ha dovuto rispondere al suo intervistatore in modo - a tratti - secco il candidato ticinese al Consiglio federale Ignazio Cassis, questa mattina protagonista di un'intervista per la RTS.
Incalzato dal giornalista romando Romain Clivaz, Cassis è tornato innanzitutto a esprimersi sulla questione del doppio passaporto. "La mia rinuncia al passaporto italiano è una scelta personale che ho preso per due ragioni. Abbiamo degli ambasciatori a cui chiediamo di avere solo la nazionalità svizzera, per me non sarebbe coerente, in caso di elezione, avere un consigliere federale con il doppio passaporto. In secondo luogo se c'è una parte della popolazione che può avere un dubbio che ci sia un conflitto di lealtà, ad esempio in ambito di politica estera, allora devo prendere questa perplessità sul serio".
Il candidato alla successione di Didier Burkhalter si è inoltre soffermato sul concetto di italianità. "È un elemento costituente della Svizzera e il Ticino è solo una parte. Ci sono anche il Grigioni italiano - a cui va la mia solidarietà in questo difficile momento - e tantissimi italofoni sparsi un po' dappertutto". Un consigliere federale ticinese porterebbe "una sensibilità differente su tutti i temi". E sulla presenza di più ticinesi in seno all'amministrazione federale, Cassis non ha dubbi: "Sì, siamo sottorappresentati, soprattutto ad alti livelli".
Infine, Cassis ha "difeso" il Ticino. "Se si guarda da un'altra prospettiva - ha affermato l'intervistatore - si dice che i ticinesi fanno un po' le vittime da un certo numero di anni, si lamentano che non sono ascoltati. Eppure avete avuto il raddoppio del Gottardo e Alptransit. Sembra una strategia che paga". "Non è un regalo che gli svizzeri devono farci - gli ha risposto a tono Cassis - abbiamo lo stesso diritto di voi romandi o degli altri, di essere rappresentati e di partecipare alla costruzione del futuro della Svizzera. Il tunnel del Gottardo non è un regalo al Ticino, ma all'Europa. C'erano tanti ticinesi che non lo volevano questo regalo inquinante. Non porta solo vantaggi, ma anche svantaggi".
E su quale sia il suo punto di forza rispetto agli altri due candidati, Cassis è stato molto chiaro: "In confronto agli altri due sono quello che conosce la Svizzera meglio. Ho vissuto 7 anni a Zurigo dove ho studiato medicina, ho vissuto 3 anni e mezzo a Losanna dove mi sono sposato e ho addirittura un libretto di famiglia vodese con la famosa poesia di Ramuz. Lavoro tutt'ora all'università di Losanna. Sono l'unico dei tre veramente svizzero nel senso largo del termine".
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