
I timori espressi ai nostri microfoni dal consigliere nazionale dei Verdi Balthasar Glättli in occasione delle elezione di Ignazio Cassis in Consiglio federale sono diventati realtà. Almeno questo è quanto afferma La Liberté, secondo cui il consigliere federale ticinese si sta "inesorabilmente spostando verso destra".
A suffragio della sua tesi il quotidiano romando elenca 5 punti che lo dimostrerebbero:
1. Cassis ha relativizzato il carattere intoccabile delle misure d'accompagnamento alla libera circolazione, rimettendo in questione un punto sui cui l'Unione Europea non intende demordere nelle negoziazioni in corso sull'accordo quadro: il termine di 8 giorni imposto ai prestatori di servizi esteri di inoltrare la notifica prima di iniziare il lavoro nella Confederazione.
2. La presa di posizione di Cassis sugli aiuti ONU per il soccorso dei profughi palestinesi (UNRWA). Aiuti che costituirebbero "più un ostacolo che una soluzione alla pace in medio Oriente". Cassis ha auspicato maggiore integrazione visto che un ritorno per tutti i rifugiati è "irrealistico".
3. L'annuncio che entro il 2025 intende reindirizzare gli aiuti nei paesi dell'America Latina.
4. L'ammorbidimento della legge sull'esportazione armi, deciso due settimane fa dal Consiglio federale. Una decisione che in realtà non dipende dal Dipartimento di Cassis, ma del collega e ministro dell'economia Johann-Schneider-Ammann. Ma la posizione di Cassis ha comunque fatto pendere l'ago della bilancia, sottolinea il quotidiano romando, ricordando che il suo precedessore Didier Burkhalter si era sempre fermamente opposto.
5. Il cambiamento d'agenda 2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, un rapporto rivisto su richiesta di Cassis.
Secondo il quotidiano da questi cinque punti emergerebbe la prevalenza degli interressi economici su valori come la tradizione umanitaria, la neutralità o la nozione di buoni uffici. Punti che vengono intrepretati diversamente a dipendenza dei colori politici.
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