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Cassis, 'sciocca' l'UDC? "L'ho saputo dai media..."
Cassis, 'sciocca' l'UDC? "L'ho saputo dai media..."
Cassis, 'sciocca' l'UDC? "L'ho saputo dai media..."
Redazione
9 anni fa
I democentristi non sarebbero soddisfatti della posizione di Cassis sul dossier europeo. Heinz Brand: "Diamogli tempo"

I rapporti Svizzera-UE sono stati ancora una volta al centro del tradizionale raduno dell'UDC zurighese all'Albisgüetli, giunto quest'anno alla 30esima edizione, tenutosi il 19 gennaio scorso.

Ospite d’eccezione il consigliere federale Ignazio Cassis, che ha difeso l'accesso ai mercati europei, mentre Christoph Blocher ha criticato l'"abolizione della democrazia diretta". Il capo del Dipartimento degli affari esteri ha sottolineato che non esiste un obbligo di trovare un accordo con l'UE. "Ma se non si troverà un'intesa, l'affare non si farà". "Ogni cosa ha il suo prezzo", ha aggiunto.

L'accordo quadro istituzionale di cui molto si parla in questi tempi "sta diventando come la Bibbia. Tutti ne parlano, ma nessuno sa cosa ci sta scritto". Per questo, Cassis ha proposto di "pigiare sul tasto reset". Dopo dieci anni di discussioni è ora di ripartire da capo. Quello che serve alla Svizzera è "un accordo di accesso al mercato".

Le affermazioni di Cassis, in particolare il riferimento alle necessità di pigiare sul tasto reset, hanno incontrato il favore dei democentristi ma stando a quanto si è potuto leggere recentemente sulla stampa d’Oltralpe, l’idillio tra Cassis e l’UDC pare essersi nuovamente incrinato. Vediamo perché.

Giudici stranieri e Tribunale FederaleNelle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea, in caso di controversie giuridiche sugli accordi bilaterali, l’UE sarebbe intenzionata a proporre un arbitrato internazionale composto da un giudice svizzero, uno europeo e uno scelto da entrambe le parti. Cassis, stando a quanto anticipato negli scorsi giorni dalla Neue Zürcher Zeitung, starebbe lavorando a una soluzione con il Tribunale federale a ricoprire un ruolo chiave. Se la vertenza riguarda il diretto europeo, i giudici di Mon Repos si dovrebbero basare sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Se l’Ue non fosse contenta del verdetto, entrerebbe in gioco l’arbitrato internazionale composto appunto da tre giudici.

Inutile dire che la proposta non ha scaldato gli animi dei democentristi, con il presidente del gruppo parlamentare dell'UDC Thomas Aeschi che ha già posto il veto.

"Svizzera e UE vogliono andare avanti"A far saltare sulla sedia l’UDC, tuttavia, sarebbero state le parole pronunciate da Cassis due giorni fa al WEF di Davos. Il ministro degli esteri, ricordiamo, aveva sottolineato la volontà dell'intero Consiglio federale di stipulare presto un accordo con l'UE.

Posizione ambiguaStando a quanto riferito ieri dal Tages Anzeiger, l’affermazione di Cassis non è piaciuta ai piani alti dell’UDC, secondo cui la posizione del consigliere federale ticinese sarebbe “ambigua”.

Aeschi ha parlato di comportamento “naiv” di Cassis e si è detto “deluso” da una vera e propria tattica della cortina fumogena: “Prima promette di schiacciare il tasto reset poi cerca di dare un altro nome all’accordo quadro istituzionale”, ha dichiarato al quotidiano zurighese.

"Diamogli tempo"L’UDC è davvero scioccato da Cassis? Ticinonews.ch lo ha chiesto al Consigliere nazionale grigionese Heinz Brand.

“Ho letto sulla stampa dello ‘shock’ del mio partito – ci dice – Tuttavia ritengo che non si possa giudicare l’operato di Cassis dopo un solo mese. Occorre dargli più tempo, poi si potrà fare un bilancio”.

“Ovviamente ci sono molte aspettative su questo ‘tasto reset’: l’UDC si aspetta una posizione chiara, ovvero distanziarsi dalle richieste dell’UE e non farci schiacciare. Apprezziamo che abbia preso in mano il dossier europeo e che ci stia lavorando ma ritengo che non si debba basarsi su quanto viene detto dai canali mediatici. Oggi ci sono davvero troppe voci...”.

nic

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