
"Quando ho scelto di candidarmi al Consiglio Federale, ho deciso di rinunciare alla cittadinanza italiana". Lo ha rivelato Ignazio Cassis al quotidiano Tages-Anzeiger, spiegando che si tratta di una "questione di coerenza".
Il candidato ticinese per la successione di Didier Burkhalter ha ereditato la cittadinanza italiana da suo padre. Appena nato aveva infatti solo il passaporto italiano. Poi, all'età di 14 anni, Cassis aveva comunicato ai genitori il desiderio di diventare svizzero: così è partito l'iter per ottenere i documenti e nel 1976, all'età di 15 anni, li ha ottenuti.
Ora solo un candidato al Consiglio federale resta con la doppia cittadinanza: il ginevrino Pierre Maudet, il cui passaporto francese è già stato oggetto di dibattito in Romandia.
La questione della doppia nazionalità dei consiglieri federali e dei possibili conflitti di lealtà era già emersa negli scorsi mesi durante la campagna, quando la consigliera di Stato vodese Jacqueline de Quattro (ora non più in corsa), aveva annunciato la sua disponibilità a candidarsi. Proprio il suo passaporto italiano era stato oggetto di critiche, in particolare dall'UDC. Lei si era difesa, spiegando che era pronta a rinunciare alla cittadinanza italiana qualora l'Assembela federale l'avesse ritenuto necessario.
La legislazione elvetica non vieta ai consiglieri federali di possedere il passaporto di un altro Stato. I ministri in carica non possono per contro accettare titoli o decorazioni estere, né esercitare funzioni ufficiali per altri Paesi.
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