Cerca e trova immobili
Ticino
"Cassis non ha ingannato l'UDC"
"Cassis non ha ingannato l'UDC"
"Cassis non ha ingannato l'UDC"
Redazione
9 anni fa
Miliardo di coesione e la 'colazione da Doris': intervista al politologo Nenad Stojanovic. "Il tasto reset una mossa retorica"

In poco più di un mese dalla sua entrata in carica il consigliere federale Ignazio Cassis si è ritrovato confrontato con due questioni decisamente spinose. Da un lato il contributo di coesione da 1,3 miliardi di franchi che la Svizzera intende versare all'Unione europea per ridurre le disuguaglianze tra i Paesi membri e dall’altro la famosa 'colazione da Doris', ovvero il meeting informale tra la presidente della Confederazione, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e presidente del PPD svizzero Gerhard Pfister la mattina stessa dell’incontro ufficiale tra Leuthard e Juncker.

Questioni  spinose, dicevamo, visto che in campagna elettorale il ticinese aveva evocato il famoso ‘tasto reset’ tanto caro all’UDC, che aveva fatto pensare a un cambio di paradigma nei negoziati con l'UE. E non dimentichiamo che anche la presidente del suo partito Petra Gössi aveva espresso dubbi riguardo alla decisione del Consiglio federale di versare il miliardo di coesione, sostenendo che esso dovrebbe essere subordinato all'abolizione della "clausola ghigliottina" che lega i Bilaterali I. Non stupisce quindi che qualcuno si sia chiesto se Cassis non abbia effettivamente promesso troppo in campagna elettorale.

Come se non bastasse, l’incontro davanti a un cappuccino e un croissant tra Juncker e Leuthard è stato visto da diversi parlamentari come un affronto nei suoi confronti, tanto da indurre il presidente democentrista Albert Rösti e il consigliere nazionale liberale radicale Christian Wasserfallen a chiedere maggiori lumi sull'incontro. L'ex presidente della Commissione della politica estera, il sangallese Roland Büchel, aveva invece criticato Cassis, ‘reo’ di non essersi accorto di nulla. La presidente della Confederazione aveva in seguito definito la sua colazione con Jean-Claude Juncker "un breve incontro informale tra rappresentanti di partiti legati da rapporti di amicizia”.

Ticinonews.ch ha contattato il politologo ticinese Nenad Stojanovic per un commento.

In tempi non sospetti il presidente dell'UDC Albert Rösti aveva evidenziato come la dichiarazione del neo consigliere federale ticinese Ignazio Cassis sulla necessità di schiacciare il bottone "reset" riguardo alla politica europea fosse stata "decisiva" per la sua elezione. Settimana scorsa lo stesso Cassis ha rettificato, spiegando che il "tasto reset", evocato in un'intervista prima della sua elezione in Consiglio federale, è "riferito all'accordo istituzionale, che è solo un elemento della politica europea". Si può dire che Cassis ha ‘gabbato’ l’UDC?"Non credo proprio che Rösti dicesse la verità. La costellazione era tale che in ogni caso l’UDC avrebbe sostenuto in modo più o meno compatto Ignazio Cassis. O forse qualcuno crede che i deputati dell’UDC avrebbero votato per Pierre Maudet, membro del NUMES, un’associazione che si batte per l’adesione della Svizzera all’UE? Anche la candidata vodese Isabelle Moret era su molti temi più lontana dall’UDC rispetto a Cassis. Non direi quindi che l’UDC sia stata ingannata. Penso invece che l’idea di “reset” riferita all’accordo istituzionale fosse solo una mossa retorica. Nessuno ha visto questo accordo, perché non c’è. È un po’ come volere schiacciare il tasto “cancelletto” su una pagina bianca".

Sempre la scorsa settimana Cassis ha difeso il contributo di coesione da 1,3 miliardi di franchi che la Svizzera intende versare all'Unione europea per ridurre le disuguaglianze tra i Paesi membri. Una posizione, quella del Consigliere federale ticinese, che potremmo definire ‘collegiale’?"No, perché ciò vorrebbe dire che sotto sotto Cassis fosse contrario a questo contributo. Il contributo, circa 100 milioni anno, non è invece niente di nuovo e viene versato già dal 2008. È il prezzo che la Svizzera paga per avere gli accordi bilaterali che le permettono l’accesso ai mercati dell’UE. Nel passato né Cassis né il suo partito si sono opposti a questo contributo".

Poco collegiale è invece sembrato l’incontro a colazione tra la presidente della Confederazione Doris Leuthard, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del PPD svizzero Gerhard Pfister, tanto da indurre PLR e UDC a chiedere spiegazioni alla diretta interessata (secondo cui si è trattato di un semplice "un incontro informale tra 'colleghi' di partito"). Giusto parlare di ‘sgarbo’ al consigliere federale ticinese capo del DFAE?"È molto possibile che Cassis non l’avesse apprezzato ma dubito che lo dirà pubblicamente. Il fatto è che la persona che presiede il Consiglio federale ha un ruolo istituzionale anche in politica estera e quindi ci sarà sempre un po’ di concorrenza fra lei e il ministro degli esteri. Solo nell’anno in cui Cassis sarà presidente della Confederazione, probabilmente nel 2022, potrà esercitare entrambi i ruoli nel medesimo tempo. Ciò detto, per la Svizzera è importante avere un rapporto privilegiato, e persino informale, con il presidente della Commissione europea e quindi non valuterei quell’incontro in modo negativo".

nic

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata