
Prima di ragionare sul serio sulla lista per il Consiglio di Stato, in casa PLR si aspetta che i ministri uscenti Laura Sadis e Gabriele Gendotti dicano cosa vogliono fare. Ma qualcosa informalmente si muove già. Nel senso che il presidente Walter Gianora ha cominciato a sondare il terreno con alcuni potenziali candidati di peso. Due nomi su tutti, Ignazio Cassis e Giovanni Merlini. Cominciamo dal consigliere nazionale, nome gettonatissimo del gossip liberale radicale. “Non sono ancora entrato nel merito di una riflessione vera e propria, dunque posso risponderle solamente su impressioni emozionali”, premette Cassis. “Allo stato attuale delle cose è più no che sì”. Percentualmente? “Diciamo 70 a 30”. E perché? “Perché – risponde Cassis – mi piace moltissimo quello che sto facendo a Berna sia a livello di commissione sanitaria che per i contatti a livello di Unione europea come presidente della delegazione dei deputati per i rapporti con l’UE. Quindi non sarebbe per nulla semplice per me rinunciare a questa dimensione nazionale e internazionale”. E quel 30% che la spinge verso il sì, invece come lo spiega? “Beh – replica il consigliere nazionale - la sfida di un esecutivo resta comunque interessante, soprattutto nell’ottica di dare un contributo per quelle grandi riforme che necessita il Ticino, ad esempio nel settore sanitario. E poi per il bene del PLR: se ti chiedono una mano, non puoi dire no e basta”. Ultima domanda: peserà sulla sua scelta la decisione dei due uscenti: “È chiaro che seguirò gli eventi che accadranno in Ticino. Ma non è un fattore determinante”, conclude. E Giovanni Merlini? Anche lui afferma che la decisione di Gendotti e Sadis non sarà determinante per la sua decisione. “Sto riflettendo e la riflessione non è ancora maturata al punto giusto – ci spiega l’ex presidente – ma posso dirle che in questo momento il Consiglio di Stato non è in cima alle mie aspettative. Dunque, più no che sì, al momento”. Ma al di là dei nomi, Merlini si dice convinto di un aspetto: “Penso dovrà essere comunque una lista molto competitiva. Con più di due persone che possano realmente ambire a sedere in Governo. Altrimenti si rischia davvero una perdita di consenso tale da mettere in pericolo il secondo seggio”. AELLE
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