
Rapporti fra Ticino e Berna, mobilità, questioni transfrontaliere ma anche i dazi statunitensi. Sono alcuni dei temi sul tavolo a Palazzo delle Orsoline, dove il Consigliere federale Ignazio Cassis sta incontrando una delegazione del Gran Consiglio ticinese. Una prima a sud delle alpi: "In effetti sembra che nel 20esimo secolo non sia mai successo che un Consigliere Federale fosse stato invitato dal primo cittadino ticinese, dal presidente del Gran Consiglio", conferma il Consigliere Federale Ignazio Cassis.
Cassis: "Berna è vicina ai problemi del Ticino
Una prima tra un Consigliere Federale e il legislativo ticinese. Un'occasione per discutere dei problemi del Canton Ticino con Berna. Il Consigliere Federale Ignazio Cassis conferma la volontà del dialogo: "Michele Guerra ha deciso di invitarmi e io ho immediatamente accolto con entusiasmo l’invito perché credo che sul piano istituzionale sia un bellissimo gesto da capire anche qual è il rafforzamento del legame tra un cittadino del Cantone che è un membro del governo federale. Stiamo entrando da ormai qualche anno in un mondo irrequieto e difficile. Finita un’epoca ne inizia una nuova di cui non consociamo i contorni. Queste decisioni delle grandi potenze naturalmente mettono tanti elementi acquisiti nella nostra struttura economica e politica in discussione. Qui bisogna avere l’intelligenza, la mente fredda e la forza di capire quali strade siano le migliori da seguire per uscirne il meglio possibile". Sono tanti i temi sul tavolo che Ignazio Cassis toccherà con il legislativo cantonale a partire dai rapporti con l'Italia: "Di sicuro parleremo dei rapporti con la vicina Italia anche sul mercato del lavoro. Da ormai due anni è in funzione un accordo sui frontalieri che sta avendo gli effetti desiderati. Non sempre, però, piacciono all’industria, in quanto ha bisogno di mano d’opera. Poi ci sono evidentemente i problemi viari. Ho appena ricevuto una lettera che sostiene la necessita di un allungamento della rete autostradale fino a Chiasso e non soltanto fino a Lugano con il famoso discorso dell’allargamento autostradale. Queste opere anche ferroviarie da nord a sud del paese sono grandi interventi infrastrutturali che chiedono una buona collaborazione tra Confederazione e Cantone. In un momento in cui però, a causa della situazione geopolitica, le finanze non stanno fornendo quanto sarebbe richiesto per venire incontro a tutti bisogni", dichiara il Consigliere Federale ticinese che conferma che le problematiche del nostro Cantone sono tema di discussione all'interno del CF: "C'è un ascolto da parte di Berna. Al di là questo incontro. È chiaro che un incontro dà una visibilità e un accento rivolto verso sud. Lavoro già molto con il collega Albert Rösti per i danni in Vallemaggia. Faccio vivere questa antenna regionale nel Consiglio Federale. Abbiamo anche parlato del palazzo Trevisan sul quale troveremo una soluzione molto presto. Abbiamo anche parlato della collaborazione scientifica dei politecnici federali ed il Centro di calcolo. Ci sono tanti elementi che regionalmente hanno una loro dimensione e presenza", conclude il Consigliere Federale Ignazio Cassis.
Guerra: "I problemi vanno affrontati assieme"
Sull'incontro si è anche espresso il presidente del Gran Consiglio Michele Guerra che conferma l'importanza del dialogo con Berna: "È una giornata importante in quanto in tanti anni è forse la prima volta che un Consigliere Federale giunge appositamente a Bellinzona per incontra il legislativo cantonale che è la massima espressione istituzionale della popolazione ticinese. È una giornata importante perché noi siamo un cantone di frontiera che ha diverse problematiche. Noi come deputati, siamo un po’ come le antenne del territorio. Dal territorio cogliamo dei sentimenti e delle sensibilità su questi problemi che spesso giungono in aula e su cui spesso dibattiamo. È quindi fondamentale discutere con il Consigliere Federale ticinese, sedersi attorno al tavolo, ascoltarsi e dialogare in modo franco e sincero per affrontare assieme questi problemi", afferma Guerra che sottolinea anche i temi da portare sul tavolo: "Oggi avremo un incontro a porte chiuse con un rappresentante praticamente di ogni forza politica presenta in Gran Consiglio. All’interno di questo incontro, non solo toccheremo i rapporti tra Ticino e Berna, ma anche i temi operativi su cui assieme possiamo cercare di costruire delle soluzioni. Oppure ancora, tratteremo anche la questione dei dazi appena annunciati che per un cantone come il nostro rischia di creare qualche grattacapo. I temi sono tanti: ci sarà anche una discussione libera. L’augurio è che ascoltandosi a vicenda e dialogando, si possa cercare di costruire qualcosa per il bene del nostro cantone", sostiene il presidente del Gran Consiglio. Inoltre, Guerra evidenzia le aspettative di questo incontro da parte del legislativo ticinese: "L’aspettativa principale è che questo incontro -che oggi è una prima- tra il legislativo e il nostro Consigliere Federale possa diventare un qualcosa su base regolare affinché si apra un canale comunicativo d’informazione per condividere i problemi e per condividere la volontà di risolverli oppure cercare di risolverli assieme. È sempre meglio parlarsi in modo franco e sincero mettendo sul tavolo anche i problemi, piuttosto che non parlarsi per timore istituzionale", conclude Michele Guerra.
"Manifestati gli interessi dell'area sud-alpina"
Sull'incontro si è anche espressa la ProGottardo–Ferrovia d’Europa, che in una nota afferma di "salutare positivamente la costituzione dell’Alleanza Sud delle Alpi a favore del completamento di AlpTransit e la consegna della relativa lettera d’intenti all’Assemblea Federale, al Consiglio Federale e, specificamente, al Consigliere Federale Ignazio Cassis. L’Alleanza tra il Ticino e le tre regioni Lombardia, Piemonte e Liguria è un fatto storicamente e politicamente di estrema importanza. Per la prima volta, le istanze legislative di una delle più importanti aree economiche d’Europa, con una popolazione di oltre 16 milioni di abitanti, manifestano in modo esplicito e deciso gli interessi politico-istituzionali, economici e ambientali congiunti dell’area sud-alpina". Il messaggio alle istanze esecutive, viene sottolineato, "è chiaro: occorre agire celermente e con decisione per realizzare il completamento dell’asse ferroviario transalpino, nella consapevolezza che solo un approccio coordinato, transregionale, transfrontaliero e transnazionale, permetterà di affrontare le sfide legate ai gravi problemi della mobilità e del carico ambientale e per favorire, di conseguenza, lo sviluppo economico e sociale". Un'Alleanza che "si inserisce in mutate condizioni, anche geopolitiche, che richiedono un ripensamento della visione delle grandi infrastrutture della mobilità e delle scelte effettuate negli scorsi anni".
"Serve un piano d'azione efficace"
"Affinché non resti lettera morta, la dichiarazione d’intendi richiede pertanto conseguenze e un piano d’azione efficace che integri le misure sul corto periodo già in fase di attuazione con quelle a medio e lungo termine in una nuova prospettiva strategica. L’Alleanza Sud delle Alpi è un segnale inequivocabile affinché ai tre livelli, quello regionale (per il Ticino con l’aggiornamento della strategia a lungo termine del trasporto su ferrovia), quello nazionale (con la bocciatura popolare dei progetti autostradali, con il progetto “Trasporti ‘45” del Consiglio Federale che richiede una nuova visione d’assieme e nuove priorità) e quello europeo (con in particolare gli imponenti investimenti già in atto in Italia e preannunciati in Germania), si proceda sul fronte dell’infrastruttura ferroviaria con la progettazione e poi con l’attuazione, se del caso cadenzate, delle opere per eliminare i colli di bottiglia sulla tratta alpina e per realizzare le circonvallazioni dei centri urbani". La ProGottardo, viene infine spiegato, "sostiene senza mezzi termini la costituzione e il rafforzamento dell’Alleanza Sud delle Alpi, considerandola un’iniziativa di collaborazione transfrontaliera e internazionale essenziale per stimolare la discussione politica e rivedere le decisioni che attualmente in Svizzera, in ragione soprattutto di interessi regionali, ancora intendono spostare il completamento della rete ferroviaria transalpina alla fine del secolo".

