
"Ignazio Cassis non difende la salute pubblica in quanto è troppo lassista in merito al tabagismo."
A sostenerlo, in un'opinione pubblicata oggi su vari quotidiani romandi tra cui La Tribune de Genève e La Liberté, è il già vice presidente della Lega polmonare svizzera, dottor Rainer M. Kaelin.
Il dottor Kaelin, pneumologo, scrive che "Cassis è medico e i ticinesi l'hanno eletto in Consiglio nazionale con l'idea che avrebbe difeso la salute, come già il suo collega Felix Gutzwiller."
"Ma Cassis non ha difeso la salute pubblica" prosegue. "Né alla FMH, di cui era vice presidente, né presiedendo Swiss Public Health, questo gruppo di esperti in medicina sociale che nei suoi congressi non ha mai trattato né l'epidemia del tabagismo né la legislazione alimentare!"
Il dottor Kaelin cita quindi una dichiarazione del candidato ticinese al Consiglio federale: "Se in uno Stato liberale vietassimo tutto ciò che è nocivo per la salute, non sarebbe più uno Stato liberale."
"Questa affermazione confonde il divieto del tabacco con il divieto di pubblicità per il tabacco" sostiene il dottor Kaelin, ricordando che esistono dei divieti di pubblicità per certi medicamenti, per gli esplosivi, per le armi così come per altri prodotti legali ma pericolosi. "La libertà dell'industria di sedurre i giovani gli sembra più importante rispetto alla loro libertà di non diventare dipendenti dalla sigaretta" scrive.
"Malgrado le sue connesioni con le lobby, Ignazio Cassis entrerà in Consiglio federale" conclude il medico. "Gli auguriamo quindi di superare quest'ombra, come l'ha fatto il radicale Nello Celio. E che sappia tirare fuori la salute pubblica dallo sterile confronto tra sinistra e destra per portarla a una decisione politica pragmatica basata sui fatti. Gli saremmo molto riconoscenti se, per la protezione dei giovani, il divieto generale di pubblicità del tabacco venisse ancorato nella legge sui prodotti del tabacco. Questo dimostrerebbe che la Svizzera liberale pone l'interesse generale al di sopra dell'interesse finanziario di un'industria tossica. Un posizionamento del genere richiederà del coraggio, che ci auspichiamo sia per lui che per noi tutti."
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