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Cassis contro il roaming "per indorare la pillola europea?"
Cassis contro il roaming "per indorare la pillola europea?"
Cassis contro il roaming "per indorare la pillola europea?"
Redazione
9 anni fa
Individuati alcuni nuovi accordi bilaterali che potrebbero interessare la Svizzera. Il CF ne discuterà oggi

Nella giornata di oggi il Consiglio federale discuterà di politica europea nel corso di una seduta speciale. L’obiettivo è quello di identificare gli accordi bilaterali che la Svizzera vorrebbe concludere in futuro con l’Unione europea (UE). Come noto, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis vuole integrare l'accordo quadro in un pacchetto di varie intese, una specie di 'Bilaterali III'. L’accordo, in sostanza, sarebbe la via da percorrere per arrivare a stipulare nuovi accordi nei settori, ad esempio, dell’elettricità, dei servizi finanziari, della sanità, della cultura e… del roaming.

Già in occasione della presentazione del bilancio dei suoi primi 92 giorni a capo del DFAE, il 31 gennaio scorso a Lugano, Cassis aveva ricordato l’importanza di essere integrati in un sistema più grande della Svizzera, rimarcando benefici, ad esempio, nella cooperazione in ambito sanitario ("virus e batteri non si fermano al confine") oppure energetico. Per spiegare meglio questo punto, ricordiamo, il consigliere federale ticinese aveva indossato le vesti di professore e aveva utilizzato delle figure geometriche: delle scatole rosse a rappresentare le intese con l'UE che garantiscono l’accesso ai mercati una palla blu a simboleggiare l’accordo quadro istituzionale. Un ‘pillolone’ che, scrive il quotidiano francofono Le Temps, Cassis vorrebbe indorare grazie all’abbattimento delle tariffe di roaming.

La Commissione europea ha già ribadito che senza un accordo quadro non verranno conclusi altri accordi settoriali ma il DFAE vorrebbe comunque avviare una discussione ‘esplorativa’ per gettare le basi su un eventuale pacchetto di accordi Bilatrali III. Cassis, come detto, ha nominato cinque settori che sarebbero interessanti per la Svizzera (elettricità, servizi finanziari, sanità, cultura e, appunto, roaming).

La questione roaming è l’ultimo coniglio estratto dal cilindro del consigliere federale ticinese a inizio febbraio e stando a Le Temps la prospettiva di una sua abolizione potrebbe ‘sedurre’ i cittadini in caso di voto su un pacchetto di bilaterali III. Teoricamente un tale accordo bilaterale tra Berna e Bruxelles è possibile. Lo scorso 15 giugno l’UE aveva messo fine alle tariffe di roaming dopo anni di trattative con gli operatori telefonici. L’ostacolo principale sono però gli operatori telefonici stessi. In una recente intervista a Le Temps il direttore di Swisscom Urs Schaeppi aveva ribadito la sua contrarietà a un intervento statale: “Lasciamo che sia il mercato a regolare passo dopo passo il roaming”.

La via da percorrere è dunque tutt’altro che in discesa: oltre alle reticenze degli operatori telefonici Cassis dovrà anche convincere l’UE, che non sembra intenzionata ad estendere il regolamento sulle tariffe di roaming a Paesi terzi.

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