
I premi LAMal 2017, comunicati stamattina dalla Confederazione, non hanno soddisfatto appieno il Consiglio di Stato ticinese, "pur tenendo conto che l’incremento dei costi giustifica un maggior rialzo rispetto al passato".
Lo ha affermato poco fa in conferenza stampa il direttore del Dipartimento sanità e socialità (DSS), Paolo Beltraminelli.
Beltraminelli ha esordito ricordando, con tanti di grafici, che la crescita dei costi della salute rappresenta una costante dal 1996 e che comprensibilmente si riflette nell’evoluzione dei premi.
Storicamente, il costo pro capite delle prestazioni in Ticino è superiore a quello svizzero, in ragione soprattutto dei maggiori costi legati all’anzianità della struttura d’assicurati ticinesi. Dopo alcuni anni di crescita moderata, si assiste in Ticino come in Svizzera ad un’accelerazione dei costi dal 2013, quella conseguente dei premi inizia nel 2015, esaurito anche l’effetto di stabilizzazione indotto in Ticino dal nuovo sistema di finanziamento ospedaliero introdotto nel 2012.
Come già nel 2014, nel 2015 la crescita del costo pro capite in Ticino è superiore a quella svizzera, mentre nel recente passato eravamo di regola sotto la media nazionale. Il costo pro capite delle prestazioni in Ticino si conferma dell’11% superiore a quello svizzero.
I costi delle cure si compongono per l’80% dalle spese registrate in quattro settori: le prestazioni erogate ambulatorialmente in ospedale (15%) e in studio medico (23%), le degenze in ospedale (21%) e il costo dei medicamenti (20%). I costi totali sono cresciuti in media ogni anno dal 2012 al 2015 in Ticino del 4.4% e in Svizzera del 3.9%.
L’evoluzione in Ticino dal 2012 al 2015 indica nel settore ambulatoriale (studi medici in primis, con una crescita media annua dell’8% rispetto al 5.8% nazionale) il fattore più importante della crescita dei costi, seguendo il trend nazionale, accentuato tra l’altro dagli effetti particolarmente importanti della soppressione temporanea della moratoria. Il settore ospedaliero stazionario cresce mediamente in modo più contenuto, grazie a tariffe costanti o decrescenti e all’effetto indiretto del finanziamento cantonale tramite contributo globale. Discorso a parte merita il costo per medicamenti: sotto controllo fino al 2014, conosce un’impennata nel 2015, verosimilmente sia per un aumento dei consumi sia in concomitanza con una fase di stallo nelle verifiche dei prezzi da parte dell’UFSP.
Il margine d’intervento dell’Autorità cantonale è più o meno limitato in funzione dell’ambito di cura: maggiori strumenti nel settore ospedaliero stazionario (pianificazione, contratti di prestazione, approvazione tariffe), molto ridotti in quello ambulatoriale ospedaliero (approvazione tariffe, decreto attrezzature). Per gli studi medici si aggiunge lo strumento della moratoria, che presuppone comunque una regolamentazione nella LAMal, mentre riguardo ai medicamenti la competenza è prettamente federale.
Detto ciò, il direttore del DSS ha sottolineato che le autorità cantonali non sono soddisfatte dei premi 2017. "Se un aumento più marcato rispetto agli scorsi anni si giustifica con la crescita dei costi, per poche ma importanti casse si imponeva un correttivo del premio proposto" ha dichiarato Beltraminelli, secondo cui "indipendentemente dal futuro assetto assicurativo, l’evoluzione dei costi delle prestazioni di cura permane il problema centrale dell’assicurazione malattie."
"Gli sforzi di tutti, ma in particolare dell’autorità pubblica quale regolatore del sistema sanitario (Confederazione in primis, ma anche i Cantoni nei limiti delle competenze residue attribuite loro dalla LAMal), vanno concentrati sull’elaborazione di misure atte a contenere la crescita costante e poco controllata dei costi, dovuta ai volumi di prestazioni erogate così come ai prezzi e ai tariffari" ha aggiunto Beltraminelli. "Il nostro Cantone sta partecipando attivamente a gruppi di lavoro che devono preparare delle proposte concrete sulla gestione dell’attività ambulatoriale da sottoporre alla Confederazione, per una soluzione duratura dopo la fine della moratoria, ora prorogata fino a giugno 2019."
"È inoltre essenziale che possa giungere a buon fine la revisione del Tarmed, affinché possano essere corrette le incongruenze manifestatesi anche per il tempo trascorso dalla sua introduzione, tra cui una sopravvalutazione di talune prestazioni tecniche" ha proseguito Beltraminelli. "Devono proseguire anche le riflessioni per una maggiore armonizzazione dei sistemi di finanziamento del settore ambulatoriale e di quello stazionario, in modo da eliminare i falsi incentivi oggi presenti. Risulta altresì evidente che occorre pensare a opportuni correttivi anche nel sistema di finanziamento. Senza rinunciare all’obiettivo di mantenere un sistema fondato sulla solidarietà sociale, occorre valutare la possibilità di assicurare il costo delle cure, a partire da una certa età, con delle forme più vicine al sistema previdenziale."
"A 20 anni dalla sua introduzione, la LAMal ha senz’alto raggiunto due dei tre obiettivi centrali che perseguiva: l’accesso a tutti a prestazioni adeguate e la garanzia di cure di qualità. La sostenibilità finanziaria del sistema è per contro vieppiù critica" ha concluso Beltraminelli. "Appare pertanto sempre più necessario un approfondimento sull’adeguatezza delle cure e sull’evoluzione dei costi, ma con una visione globale che contempli tutto il sistema sanitario che le competenze settoriali definite dalla Confederazione rendono difficoltosa."
Maggiori dettagli questa sera alle 18.45 nel TG di TeleTicino.
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