
"La terza stangata consecutiva sui premi di cassa malati farà male e peserà su molti bilanci familiari”. Inizia così l’editoriale di Giavanni Galli sulla nuova “stangata” sui premi di cassa malati. Il giornalista del Corriere del Ticino, responsabile della politica federale, ricorda che nel nostro cantone, per un nucleo di quattro persone con due figli minorenni, l’aggravio calcolato sul premio medio sarà di quasi 1’500 franchi all’anno. Un incremento notevole, la cui causa principale è legata ai costi del sistema sanitario, spinti verso l’alto “dall’invecchiamento della popolazione, dai progressi della medicina e dal sempre maggiore consumo di prestazioni”. E proprio in Ticino i costi risultano al di sopra della media: ”Nel 2023, quelli pro capite sono aumentati del 7,5%, nel resto del Paese del 4,6%”.
Le responsabilità della politica
Nel suo editoriale Galli ricorda anche come la politica non sia riuscita ad arginare questa impennata dei costi, ostacolata spesso “dai veti incrociati delle sue lobby, dai continui scaricabarile e da conflitti fra livelli istituzionali”. Le resistenze ai cambiamenti sono forti “e gli incentivi negativi duri da eliminare. Il sistema, prove alla mano, è allergico alle rivoluzioni e preferisce le riforme”.
Quali soluzioni?
Ma come provare a invertire questa tendenza? Un aiuto in tal senso potrebbe venire dalla votazione del 24 novembre sul finanziamento uniforme delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere (Efas). Le prospettive non sembrano tuttavia essere favorevoli, dato che la riforma vedrà schierati tra gli avversari i sindacati. Inoltre, PS e UDC “sono divisi” sul tema. In ogni caso, secondo Galli, occorrerà anche intervenire “per ridurre i prezzi dei medicamenti e delle analisi di laboratorio, mettere in atto una vera pianificazione ospedaliera regionale, ridurre la burocrazia, frenare l’ampliamento del catalogo delle prestazioni nell’assicurazione di base e prevedere l’introduzione di nuovi modelli assicurativi”.
L'appello inascoltato del Ticino
Dalle colonne de laRegione, Giacomo Agosta ricorda come sia rimasto “lettera morta” l’appello lanciato negli scorsi giorni dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa e dalla Deputazione ticinese alle Camere federale affinché l’aumento dei premi di cassa malati per il Ticino non superasse la media nazionale.
“Situazione prossima allo schianto”
La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, durante la conferenza stampa di ieri, ha invece rammentato come in Ticino vi sia un’altissima densità di studi medici. Una condizione a cui il Consiglio di Stato “cerca di porre rimedio con il cosiddetto ‘modello di regressione’, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno”. Gli effetti si vedranno però solo tra parecchio tempo. Nel frattempo “la situazione è prossima allo schianto”, conclude Agosta.

