
«Nella prossima sessione parlamentare di giugno - stando alle volontà espresse oggi - ci sarà una data di applicazione delle iniziative sulle casse malati». Soltanto una settimana fa in pochi ci avrebbero scommesso un misero centesimo. E invece è arrivato il colpo di scena: spacchettare le iniziative sulla cassa malati non è più motivo di scontro. E sulla data di applicazione, spiega il presidente Fabrizio Sirica, tutti sembrano essere d’accordo. «Ci sarà invece la riflessione sulle modalità di finanziamento e sull'implementazione, che vede delle differenze. La grande novità riguarda invece il fatto che il finanziamento non sarà legato al destino dell'applicazione delle iniziative popolari, che invece è certo».
Un rapporto per ogni iniziativa
L’idea è quella di portare in Gran Consiglio un rapporto per ogni iniziativa, corredato da decreti separati. Un decreto riguarderà l’entrata in vigore, e sarà appoggiato da tutti. Gli altri, invece, si concentreranno sull’ iter di implementazione e sulle misure di copertura finanziaria, dove le visioni tra partiti difficilmente coincidono. «Il lavoro e l'intento sono di riuscire a trovare delle soluzioni che siano condivise il più possibile», prosegue Sirica, sottolineando che nel caso non si trovassero queste modalità «abbiamo almeno fissata la data di applicazione delle iniziative popolari».
Le iniziative
L’iniziativa socialista «10%» è quella più onerosa. Applicando i parametri proposti dal consiglio di Stato, la bolletta potrebbe fermarsi ai 140 milioni annui. Meno dei 300 previsti con i vecchi calcoli, ma sempre tanti. Il PS è pronto ad avanzare le proprie proposte. «Il concetto è molto chiaro: già oggi - in particolare il ceto medio - paga 300 milioni di franchi, quindi oltre il 10% del proprio reddito, per pagare i premi. Questa fattura vogliamo ridistribuirla, con la solidarietà dei ceti alti».
«Un grave errore del Consiglio di Stato»
Salvaguardare la volontà popolare, questa pare la parola d’ordine nei corridoi di Palazzo delle Orsoline. Un obbiettivo che, sostiene Sirica, il Consiglio di Stato ha clamorosamente fallito. «Mi assumo la responsabilità di dire che quello che è stato fatto in Governo è al limite dello scandaloso nei confronti dei diritti popolari. Il Consiglio di Stato, per procedura, doveva fare solamente una cosa: dare una data di entrata in vigore di queste iniziative. Ma ha invece creato dei legami che rischiavano di non fare vedere la luce a questo voto popolare. Lo trovo un grave errore che ora stiamo correggendo in Parlamento».

