
Sulla vicenda della cassa pensioni della Città di Lugano, il cerchio è finalmente chiuso. Parole della municipale Nicoletta Mariolini, estromessa dal CdA della Cassa pensioni assieme alla collega Giovanna Masoni Brenni. Ma ora l’ex presidente della Cassa ha la sua - piccola - rivincita. L’autorità di vigilanza cantonale infatti le ha dato ragione. Insomma, l’autorità “non ha evidenziato manchevolezze particolari e perciò nessuna procedura nei confronti del CdA precedente è stata aperta”. Non solo. Il CdA precedente ha garantito una corretta gestione, che pone oggi la Cassa - con la sua performance del -5.4% - tra le migliori casse pensioni svizzere. Il risultato, seppur negativo, è sicuramente di gran lunga migliore rispetto alla media svizzera delle altre casse pensioni, che secondo l’Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza, si situa a -15%. Tutto bene, quindi per il vecchio CdA anche se rimane la perdita dei 49.2 milioni di franchi. L’attuale presidente della Cassa pensioni di Lugano, il sindaco Giorgio Giudici, rileva nelle sue osservazioni all’autorità di vigilanza: “di minore rilevanza sarebbe invece stabilire quanto la strategia finanziaria abbia contribuito alle perdite, poiché l’interruzione della continuità nella gestione e l’eccezionalità della situazione economica mondiale impediscono il confronto”. Insomma, le perdite del 2008 sono riconducibili alla crisi finanziaria e in particolare, lo ricordiamo, al mercato finanziario (perdita di 27 milioni) e agli hedge funds (12 milioni). “Ora che chiarezza è stata fatta - commenta infine la municipale socialista -, il mio auspicio è quello che non si faccia pagare il conto dell’incertezza agli assicurati e ai pensionati così come non si utilizzi la crisi per rimettere in discussione la solidità delle condizioni previdenziali della Cassa pensioni di Lugano. Un occhio di riguardo sarà quindi sempre rivolto alle future scelte dell’attuale CdA”. Foto CdA Nicola Demaldi
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