
Il leader della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca rinuncia stamane ad un posto nella commissione di controllo della Cassa pensioni dello Stato. E lo fa con un articolo sul sito del Mattino. Il Nano dice "no" sbattendo la porta. E lanciando accuse a destra e a manca. Ma DFE e Governo non si scompongono più di tanto. E in serata, con una nota stampa, annunciano semplicemente di prendere atto della decisione di Bignasca.Ma facciamo un passo alla volta. Vedendo innanzitutto cosa ha scritto il leader leghista. "Non entro per coprire i vostri errori! La Cassa pensioni dello Stato è un pozzo senza fondo. Il buco ha quasi raggiunto i 2 miliardi di CHF. E gli investimenti finanziari degli ultimi anni, non hanno aiutato! I 3 miliardi gestiti dalla cassa erano investiti quasi completamente in borsa. Metà in obbligazioni e metà in azioni. Di investimenti in altri campi più sicuri neanche l’ombra, o quasi. Per la serie chi non risika non rosika: tanto i soldi sono degli altri. Il debito della Cassa pensioni è dovuto principalmente allo squilibrio tra contributi e prestazioni. Vengono pagate più pensioni di quello che la situazione della Cassa consentirebbe. E lo squilibrio diventa ogni anno più preoccupante anche a causa dell’evoluzione demografica. Il ragionamento dei fuchi è semplice: indebitiamo pure la cassa, tanto a pagare saranno i cittadini ticinesi, visto che è lo Stato che garantisce!". Poi la conclusione del Nano: "In CPDS comandano, dunque, i sindacalisti dei fuchi, e la mafia dei radical-socialisti. Fino a quando i rapporti di forza all’interno della Commissione saranno questi, io in Cassa pensioni non entro". E in serata, come detto, la replica da Bellinzona. "In merito alla notizia apparsa oggi sul Mattino Online il Dipartimento delle finanze e dell’economia precisa che a fine novembre 2009 il Deputato Norman Gobbi, a nome della Lega dei Ticinesi, comunicava alla Consigliera di Stato Laura Sadis, e al Cancelliere dello Stato Giampiero Gianella, che “il posto lasciato vacante dal signor Amos Pagnamenta nella Commissione della Cassa, sarà assunto dal signor Giuliano Bignasca, 1945, Lugano”. ed infine: "Il DFE e il Consiglio di Stato prendono atto che Giuliano Bignasca rinuncia ora a questo incarico per il quale si era, quale presidente della Lega dei Ticinesi, autoproposto, e rinuncia quindi a dare il suo contributo attivo e concreto alla soluzione dei problemi della Cassa Pensioni dello Stato".
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