
Prima l'ammonizione, poi l'espulsione. Non stiamo parlando di sport, ma dell'espulsione di Giuliano Bignasca dal CdA della Cassa pensioni di Lugano. Il Nano infatti ha violato più volte il segreto d'ufficio, con relativa pubblicazione sul Mattino della Domenica.La decisione è stata presa ieri sera dopo una lunga e animata riunione della Commissione paritetica dell'ente, organo che vigila sul funzionamento della Cassa. L'allontanamento era stato a suo tempo proposto alla Commissione dallo stesso CdA con voto unanime. E così ieri, dopo discussioni dai toni accesi, il verdetto è stato chiaro: dei diciotto presenti - molti i commissari che non si sono presentati tra cui il Nano - tredici si sono schierati per l'espulsione, quattro contro e un astenuto. Bignasca, lo ricordiamo, nel mese di luglio aveva pubblicato sul suo domenicale una lista con i nomi di quattro istituti bancari in corsa per un mandato di custodia globale per aiutare la Cassa pensioni nella gestione del suo patrimonio. Ma quella lista non doveva pubblicarla. Un anno fa inoltre era pure stato ammonito dal CdA della Cassa nel corso delle discussioni sulle presunte perdite milionarie dell'Ente.La notizia giunta ieri sera non è altro che la fine, almeno per il momento, di un lungo iter cominciato dalle colonne del Mattino, rimbalzato sui vari media tra botte e risposte con il mondo politico e approdato ieri in Governo. Governo che ha preso atto con vivo sconcerto dell'iniziativa di Bignasca - lanciata sul Mattino della domenica 7 settembre - di pubblicare una lista arbitraria con i nomi di funzionari dell’Amministrazione cantonale che sarebbero da “lasciare a casa”, tagliando anche i servizi in cui operano.Oggi pomeriggio è prevista la riunione del CdA della Cassa pensioni che prenderà atto delle decisioni della Commissione. E Bignasca farà ricorso, come ha annunciato. I commenti Nicoletta Mariolini, municipale e presidente del CdA della Cassa pensioni"Occorre innanzitutto precisare - dichiara ai nostri microfoni la municipale Nicoletta Mariolini - che il Consiglio di Amministrazione della Cassa non ha fatto altro che applicare un articolo dello statuto. E questo dall'anno scorso, quando il CdA aveva ammonito Giuliano Bignasca annunciandogli che in caso di recidiva avrebbe applicato lo statuto alla lettera e quindi avrebbe proposto l’espulsione alla Commissione della cassa che è il nostro organo di vigilanza". "Giuliano Bignasca - prosegue la presidente del CdA della Cassa - ha violato il segreto d’ufficio. Concretamente c’è stata la pubblicazione di un’informazione (ndr.: sul Mattino della domenica), legata a una procedura di selezione tuttora aperta concernente quattro istituto bancari. L’informazione pubblicata ha rischiato d’interferire nei lavori del CdA, anche se poi il Consiglio ha deciso di procedere come deciso precedentemente". Erasmo Pelli, vicesindaco"L’espulsione di Bignasca è un atto clamoroso, una misura esagerata", dichiara ai nostri microfoni Erasmo Pelli. Che prosegue, affermando: "Il problema alla base di questa vicenda, è essenzialmente di principio: è giusto che una persona, che è anche editore di un giornale, possa approfittare della sua posizione di municipale?".
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