
La notizia è ora ufficiale: alla Cassa pensioni di Lugano mancano 49 milioni di franchi. Il Mattino della domenica l’aveva anticipato, poi la notizia era stat confermata dal Corriere del Ticino. Ma oggi, sempre sulle pagine del domenicale leghista, Giuliano Bignasca osserva che dopo qualche calcolo, altri 72 milioni di franchi sarebbero tuttora a rischio.Bignasca osserva che se tramite gli hedge funds sono andati persi 12 milioni, nel “portafoglio della Cassa ce ne sono ancora per 35 milioni di franchi. Come mai? Perché non sono stati venduti? E poi: a che prezzo sono registrati questi hedge fund che di “facciata” sembrerebbero valere 35 milioni di franchi?”.Ma per il leader leghista non è finita qui, “perché in portafoglio sono rimaste posizioni in investimenti in materie prime. Di che tipo di strumenti finanziari si tratta? Fondi d’investimento, certificati, contratti? Possiamo stare tranquilli almeno per quanto riguarda l’emittente di questi strumenti? Poi ci sono le posizioni azionarie per circa 22 milioni di franchi. Si tratta azioni il cui valore attuale è vicino al prezzo di acquisto oppure si tratta di azioni che sono state acquistare a prezzi molto più alti di quelli attuali?”.Insomma, riassumendo, Bignasca dichiara "che le posizioni a rischio di perdita di capitale che figurano nel portafoglio della cassa ammontano ancora ad oggi (dopo la scoppola secca di 49 milioni) a circa 72 milioni di franchi! Uella! A questo punto possiamo solo incrociare le dita…”.Poi arriva la critica: già nell’estate del 2007 si capiva che dalle borse e dalla finanza era meglio stare lontani. “Ma naturalmente nessuno ha visto - termina Bignasca -, anzi, peggio, nessuno ha voluto vedere”.
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