
Riceviamo e pubblichiamo la seguente interpellanza al Municipio di Locarno inoltrata dalla consigliera comunale Barbara Angelini Piva (PPD) e firmatari:Il MM 33 del 2.11.2017 relativo tra l’altro alla vendita della part. no. 5515 RFD di Locarno all’Istituto di Previdenza Professionale dei Dipendenti al prezzo di Fr. 3'500'508.00 approvato in occasione dell’ultima seduta di Consiglio Comunale fa tornare alla memoria il MM 79 del 1.9.2011 relativo al risanamento della Cassa stessa. A quel momento (stato al 31.12.2010) il grado di copertura raggiungeva il 76.3% equivalente ad un disavanzo di 20 mio. di CHF. (quanto dire un patrimonio insufficiente a finanziare le rendite future).Il pacchetto di risanamento avallato dal Consiglio comunale, oltre al contributo straordinario di risanamento di 8 mio. di CHF., conteneva le seguenti misure:- riduzione del tasso di conversione per il calcolo della rendita per pensionamenti ordinari (uomini 65, donne 64 anni) da un’aliquota massima del 6.8% al 6.4% “durante il periodo di transizione di 6 anni a partire dal 2012”;- aumento del 3% dei contributi annui sui salari assicurati; l’aumento essendo ripartito tra il datore di lavoro (2%) e gli affiliati (1%), ove solo la metà del contributo del datore di lavoro copre un contributo ordinario, mentre tutto il resto è considerato quale ulteriore contributo di risanamento;- contributo supplementare sui salari a carico del datore di lavoro (3.9%) che decade con il raggiungimento di un grado di copertura del 90%;- sospensione del rincaro delle rendite per un periodo di 15 anni.In considerazione degli importanti oneri finanziari supplementari assunti dal Comune per il pagamento di premi, interessi e ammortamenti (ca. CHF. 700'000.00 annui) - oltre ai versamenti straordinari come quello già citato di 8 mio. del 2012 e al fatto che i contributi non sono, come avviene normalmente, paritetici ma di 14.5% (+ 3.9% = ben 18.4% fintanto che non viene raggiunto il 90% di copertura) a carico del Comune contro il 12% assunto dai dipendenti,chiediamo al lodevole Municipio:- A quanto ammonta il disavanzo tecnico della cassa a fine 2017, che il Comune in una forma o nell’altra sarà obbligato a coprire?- A quanto ammonta il rendimento annuo (performance) del patrimonio della cassa, anno per anno dal 2012 al 2017?- A quanto ammontano le spese amministrative per assicurato?- A quanto ammonta la percentuale da versare all’assicurazione per le prestazioni assicurative?- Qual è dal 1. gennaio 2018 il rapporto tra assicurati attivi e pensionati?- A quanto ammonta il grado di copertura al 31.12.2017?- Il grado di copertura a fine 2017 rispetta il ruolino di risanamento stabilito con l’approvazione del nuovo Regolamento comunale dell’Istituto di previdenza professionale del Comune di Locarno (MM. 46 dell’11.06.2014)?- Com’è stato ridotto dal 6.8% al 6.4% il tasso di conversione nei sei anni di transizione dal 2012 al 2017 (anno per anno)? Non ritiene il Municipio che si debba ritoccarlo ulteriormente vista l’evoluzione della speranza di vita e la conseguente tendenza generale, portandolo attorno al 6% (p.es. vi sono aziende statali come la RUAG che l’ha già ridotto al 4.57% o le FFS al 5.21%)?- Non ritiene il Municipio che sia ora e tempo di risanare definitivamente la nostra Cassa Pensioni passandola ad un’assicurazione che si assuma tutti i rischi od inserendola in una Fondazione di previdenza con una massa critica di assicurati sufficiente per offrire bassi costi amministrativi (ce ne sono che offrono 150.- Fr./assicurato + una piccolissima % sugli averi di vecchiaia da gestire), tassi assicurativi concorrenziali e minori rischi per il futuro dato da una suddivisione di assicurati attivi/pensionati di almeno 3 a 1 o meglio più?A titolo indicativo vorremmo ricordare che in Svizzera il numero degli Istituti di previdenza autonomi, che nel 2004 erano quasi 3000 e nel 2012 si erano già ridotte a poco più di 2000, diminuisce ancora ogni anno del 4-5% perché piccole casse come la nostra sono confrontate sempre più a costi amministrativi e assicurativi non più sopportabili, oltre che a maggiori rischi sugli investimenti, che per il loro ridotto ammontare non possono essere sufficientemente diversificati. Tutti costi e rischi che poi devono essere assunti e pagati dalla Comunità. Per queste ragioni nel recente passato molti Comuni svizzeri, tra cui diversi ticinesi hanno già fatto questo passo o lo stanno intraprendendo attualmente.
Barbara Angelini Piva Gianbeato VetterliAlberto Akai Marco BosshardtAvv. Mauro Belgeri Paola ErnstSimone BeltrameMauro Cavalli Ceschi ValentinaGabriele Domenighetti Aron D’erricoAngelo PelloniMattia Scaffetta
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