
“Premi in base al reddito: sì”. È un messaggio chiaro quello lanciato questo pomeriggio a Bellinzona dalle (circa) 500 persone che hanno deciso di prendere parte alla mobilitazione lanciata dal Movimento per il socialismo (ma a cui aderisce tutto il fronte progressista) contro il nuovo aumento dei premi cassa malati annunciato per il 2024.
Il corteo
Il ritrovo era fissato per le 16 di fronte alla stazione FFS di Bellinzona. Una volta radunatisi, i partecipanti alla manifestazione hanno dato vita a un corteo, che ha percorso Viale Stazione e si è fermato a Piazza Nosetto, dove si sono tenuti diversi discorsi per dire “no” a questo ennesimo aumento dei premi di cassa malati, che oltretutto penalizza il Ticino rispetto al resto della Svizzera. Una manifestazione che arriva a cinque anni dall’ultima che era stata organizzata proprio qui a Bellinzona, ma allora i partecipanti erano un po’ di meno.
Le rivendicazioni
E alla politica sono state fatte delle richieste ben precise. Il segretario dell’MPS Giuseppe Sergi le ha spiegate a Ticinonews: “Prima di tutto [si rivendica] di congelare gli aumenti dei premi di assicurazione malattia per il 2024 e di varare tutta una serie di misure che sono già presenti in vari ambiti: dall’aumento dei sussidi RIPAM al pagamento dei premi per i figli minorenni. E la rivendicazione di fondo è quella di cambiare il sistema e di introdurre veramente un’assicurazione sociale con una cassa malati unica con i premi proporzionali al reddito”. Decisioni, alcune pesanti, che però competono alla politica federale, non a quella cantonale: “Alcune questioni di fondo, come quella di bloccare i premi d’assicurazione malattia, competono ai partiti di Governo federale - prosegue Sergi -. Però ci sono anche una serie di proposte, ad esempio aumentare i limiti dei sussidi, oppure che il Cantone si assuma i costi per i figli minorenni, che nel breve termine possono essere fatte a livello cantonale. Quindi è una questione di volontà e azione politica”.
Il rincaro è in cima alle preoccupazioni dei ticinesi
Lungo il percorso del corteo sono stati scanditi i salari che ottengono i CEO delle maggiori casse malati svizzere. In alcuni casi si parla di oltre 70.000 franchi al mese: e quello che la folla rumoreggiante diceva è che è indegno che una persona che guadagna 4.000 franchi al mese paghi la stessa somma che paga un CEO. E a tal proposito Ticinonews ha chiesto l’opinione proprio delle persone che oggi hanno marciato a Bellinzona: “Ho fatto la domanda [di aiuto per il premio di cassa malati] un paio di mesi fa, e ancora non ho ricevuto nessuna risposta” - “Se si fa il diagramma degli aumenti di premi di cassa malati degli ultimi 10 anni si arricciano i capelli: non sono più 1.000 franchi, ma oltre 10.000”. L’aumento dei premi di cassa malati è anche in cima alle preoccupazioni anche dei giovani: “Sì, quello e tutti gli altri aumenti dei costi della vita, mentre invece i nostri salari non aumentano per niente”, conferma una giovane ragazza ai microfoni di Ticinonews.
La cassa malati unica è una delle varie soluzioni
Una delle rivendicazioni principali dei manifestanti è quella di una cassa malati unica, ma proprio ieri il consigliere federale uscente Alain Berset (PS) ha dichiarato che questa non è la soluzione per porre freno ai costi, al massimo ci sarebbe maggiore trasparenza. Fabrizio Sirica, co-presidente del Partito Socialista, ci ha fornito il seguente commento in merito: “Sicuramente ci sarebbe più trasparenza e questo sarebbe un elemento fondamentale per poter uscire a entrare nel sistema. Ma i costi si ridurrebbero. Evidentemente non è l’unica delle soluzioni, ma questa è una delle varie. Un’altra è rendere i premi proporzionali al reddito, perché questa è la vera emergenza sociale del nostro Paese”.
Il PS è pronto a lottare, anche con il referendum
Più sussidi per chi ha necessità, eppure a Palazzo delle Orsoline sembra si voglia andare in una direzione opposta. Il PS è pronto al referendum? “Assolutamente sì - conferma a Ticinonews Sirica -. Io è da un anno che dico che non so come faranno a tagliare 100.000 milioni di franchi senza tagliare i sussidi di cassa malati. E ci rendiamo conto ora che c’è un 10% di aumento dei costi per ogni famiglia? Ci rendiamo conto che è assurdo? Se questa decisione assurda verrà presa noi combatteremo con tutti i mezzi, anche il referendum, contro questa proposta”. Secondo il co-presidente del PS torneremo anche a votare nuovamente per una cassa malati unica: “Il nostro partito questa lotta la vive come l’AVS, il voto alle donne, delle battaglie che ci vogliono decenni delle volte per arrivare, ma è giusta e quindi prima o poi la vinceremo”.

