
Le dichiarazioni del Presidente del Governo ticinese Norman Gobbi sul Mattino della Domenica, secondo cui dal 2027 sarà possibile “procedere in modo graduale” all’attuazione delle due iniziative sui premi casse malati – approvate dal popolo lo scorso 28 settembre – non sono piaciute agli iniziativisti. “Non è da Presidente del Consiglio di Stato dichiarare delle cose che non sono ancora state espresse dall’Esecutivo stesso tramite il Mattino della Domenica, che è di fatto il giornale più vicino alla Lega”, afferma il capogruppo socialista Ivo Durisch ai microfoni di Ticinonews. Inoltre “la nostra proposta deve entrare in vigore, almeno in parte, già il primo gennaio 2026. I cittadini devono poter arrivare a fine mese senza avere l’acqua alla gola”.
"Aspetteremo che l’esito della votazione cresca in giudicato"
Anche l’ipotesi avanzata da Gobbi di istituire gruppi tecnici composti da rappresentanti dei partiti, dei Comuni, delle casse malati e da esperti indipendenti non convince Durisch. “Così come sono stati composti, non ci sembra attuabile", rileva il deputato socialista, che aggiunge: “Adesso aspetteremo che l’esito della votazione cresca in giudicato, dopodiché ci faremo vivi”.
Piccaluga: "La cosa più importante è attuare l'iniziativa nel 2026"
“Noi vogliamo che la decisione del popolo venga messa in pratica il prima possibile, quindi non siamo stati felicissimi di leggere che forse nel 2027, o più avanti, verranno attuate le iniziative”, rileva dal canto suo il coordinatore della Lega dei Ticinesi Daniele Piccaluga. In merito alle modalità di comunicazione adottate da Gobbi, invece, “finalmente abbiamo appreso qualcosa, perché dopo l’incontro avuto con il Governo non abbiamo più saputo nulla, mentre ora siamo a conoscenza del fatto che l'Esecutivo ne sta parlando, anche se aspettiamo di sentire la voce del direttore del Dipartimento, Raffaele De Rosa”. Gli iniziativisti non escludono neppure di chiedere un altro incontro, "magari anche a livello di Commissione della gestione, sede in cui ci siamo già fatti sentire. Per noi la cosa più importante è che la nostra proposta venga messa in atto nel 2026”, conclude Piccaluga.

