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Ticino
Caso Unitas: "Il Governo renda pubblici i risultati dell'audit"
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Redazione
4 anni fa
Lo chiede l'MPS, secondo cui la vicenda deve essere "affrontata in modo diverso": "L’audit ha effettivamente messo in rilievo i problemi che le persone hanno coraggiosamente denunciato?"

"La Repubblica degli audit che non risolvono alcun problema". È il titolo della presa di posizione dell'MPS sulla vicenda Unitas dopo i risultati dell'audit esterno commissionato dal DSS, che ha accertato criticità in seno all'associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana, finita al centro delle polemiche per mobbing e molestie sessuali. Per il movimento, tuttavia, non si è fatto abbastanza, soprattutto nei confronti dele vittime, e chiede al Governo di rendere pubblici i risultati dell'audit, nonché di rimettere all'ordine del giorno la discussione sulla vicenda, che per l'MPS deve essere "rianalizzata e affrontata in modo diverso". Questo anche alla luce del fatto che l'associazione riceve "un finanziamento importante da parte del Cantone".

Un problema risolto?

"Nelle scorse settimane, a seguito della consegna dei risultati di questo audit, abbiamo avuto diritto ad alcune dichiarazioni pubbliche (in particolare da parte di DSS e Unitas) che tendevano a considerare il problema “risolto”, facendo riferimento a generici provvedimenti in parte già predisposti da Unitas, in parte richiesti dal DSS", scrive l'MPS. "Ma tutto questo non sembra aver né soddisfatto, né calmato le numerose persone che a più riprese, in passato, hanno denunciato la situazione e chiesto l’azzeramento degli organi direttivi di Unitas".  A tal proposito l'MPS cita le dichiarazioni di alcune vittime, rilasciate a La Regione, che si dicono deluse per quanto successo. "È scandaloso che oggi alle vittime sia imposta una dirigenza che ha coperto oltre 20 anni di molestie” racconta per esempio un testimone.

L'obbiettivo delle verifiche

L'MPS si chiede quindi se l'audit, i cui contenuti non sono pubblici, "abbia effettivamente messo in rilievo i problemi che queste persone hanno coraggiosamente denunciato". Lo stesso DSS, nella comunicazione relativa alla conclusione dell'inchiesta, ricordava che l'obiettivo delle verifiche era quello di "assicurarsi che quanto emerso, in particolare i presunti casi di molestie sessuali oggetto di segnalazione alle competenti autorità giudiziarie nel 2021, non pregiudicasse la qualità delle prestazioni erogate all'utenza". Per l'MPS è dunque chiaro che l'obiettivo "non era quello di mettere in luce i problemi legati alle molestie sessuali, ma l’unica preoccupazione era che queste cose non “pregiudicassero la qualità delle prestazioni erogate”. Come dire: se le prestazioni erogate erano di qualità (quelle agli utenti) poco importa cosa succedesse dal punto di vista dei rapporti interni (molestie sessuali e mobbing)".

Questioni aperte

Per l'MPS dunque, come il caso delle vicende di molestie alla RSI, "anche questo audit lascia aperte alcune delle questioni fondamentali e decisive poste da quelle donne che coraggiosamente avevano denunciato casi di molestie e mobbing". Il movimento rileva pure che questi audit sono stati realizzati dalla stessa persona "che sembra ormai aver assunto il ruolo di punto di riferimento per questo tipo di esercizio nel nostro Cantone". Ma al di là del mandato ricevuto, "sorprende che i risultati siano in generale piuttosto tranquillizzanti".

I dubbi

L'MPS mette quindi in dubbio i meccanismi alla base di questi audit, che "sembrano non preoccuparsi di mettere al centro le denunce, le sofferenze e i bisogni di chi ha denunciato alcune situazioni, ma tendano a scivolare verso questioni di tipo organizzativo, formale, di funzionamento". Da qui la richiesta di pubblicare i risultati dell'audit e ridiscutere della vicenda. Un "atto dovuto", secondo l'MPS, nei confronti delle vittime, che chiedono "un azzeramento delle strutture direttive dell'associazione". E un atto dovuto per cercare di salvare la credibilità dell'associazione, "non foss’altro per il fatto che, al suo interno, siede una persona che per anni ha diretto questa associazione", conclude il movimento.