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Ticino
Caso Tomic: 'Prendo atto che siamo in un Paese di m...'
Redazione
17 anni fa
Donatello Poggi prende posizione dopo le interviste rilasciate dalla famiglia di Marko Tomic, condannato per l'omicidio di Damiano Tamagni

Ora parla Donatello Poggi. Il deputato della Lega, indignato, prende posizione sul caso Tamagni, o meglio sul caso Tomic. Più precisamente sulle parole dette da Marko Tomic e dalla sua famiglia in quest’ultima settimana. Insomma, è scoppiato un piccolo caso mediatico a suon di interviste e prese di posizioni. “Non voglio stare con i pedofili. trasferitemi”, aveva detto Marko Tomic ai suoi genitori. L’intervista apparsa sul Caffè aveva suscitato stupore e amarezza tra alcuni Commissione parlamentare di sorveglianza sulle condizioni di detenzione che avevano visto il ragazzo pochi giorni prima. “Stava bene. Non ci aveva detto nulla”, avevano ribadito i deputati Sergio Arigoni e Marco Chiesa. Poi la parola era passata nuovamente alla famiglia Tomic. Anela, la sorella, aveva dichiarato dal nostro sito: "Ora vi dico la verità su mi fratello. Non capisco perché sono state scritte queste falsità, ma un motivo ci sarà sicuramente". In seguito si è aperto un nuovo capitolo. Ieri dalle colonne del Giornale del Popolo il direttore Claudio Mésoniat ha pubblicato un articolo dal titolo "Le uscite del signor Tomic. Strane lezioni di morale al vescovo", dichiarando che  Ilia Tomic - padre di Marko, intervistato martedì da TeleTicino - "sta conducendo una strana campagna mediatica. Lo si legge sui giornali e lo si sente in televisione attaccare chi, a suo modo di vedere, avrebbe condizionato la sentenza di condanna al figlio omicida". Oggi invece parla il deputato leghista Donatello Poggi. Vi presentiamo integralmente la lettera inviataci in redazione. “Prendo atto che in questo Cantone, purtroppo, trovano spazio a sproposito sui media i parenti di un omicida (mi dispiace ma è così), tale Marko Tomic, che a me risulta aver ucciso a pedate un altro giovane, per futili motivi - scrive Poggi -. Si leggono articoli del padre Ilia Tomic e della sorella Anela, e quasi ci si dimentica, offendendo anche i famigliari del povero Damiano, che Marko Tomic è stato condannato per omicidio, non per un furto di caramelle”. “Forse questo i parenti dovrebbero ricordarselo e restare in un dignitoso silenzio per rispetto della famiglia Tamagni e della comunità ticinese che li ha accolti a suo tempo. Invece no, quasi si provoca. Bene, anzi malissimo. Ma forse questi sono i frutti amari di una politica eccessivamente buonista, che alla fine ti si ritorce contro e così va avanti la storiella vigliacca che se fossero stati tre ticinesi a compiere questo orribile delitto, la pena sarebbe stata più mite. Niente di più falso”. “Prendo atto che da tempo, attraverso i media, dobbiamo prendere lezioni da questa gente, mentre io, pur essendo stato insultato pesantemente su un quotidiano da una persona che neppure conosco non ho il diritto di replica e quindi di esprimermi. Bene, anzi malissimo. No, in questo Cantone c’è qualcosa che non quadra, qualcosa che puzza parecchio e che crea ingiustizie che potrebbero avere reazioni pericolose. Prendo atto che siamo in un Paese di m…”. NOTA DELLA REDAZIONETEST FALLITO. PECCATO.

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