
Emergono nuovi dettagli in merito al cosiddetto "caso Rey", il ginecologo che per errore amputò i seni alla paziente sbagliata.
Il tutto, come noto, avvenne l'8 luglio del 2014, in una sala operatoria del Sant'Anna di Sorengo. Ma stando al Caffè, nonostante la direzione della clinica fosse stata informata subito dei fatti, la vittima dell'incidente dovette invece attendere fino a novembre (quattro mesi più tardi) per sapere - direttamente dal ginecologo - cosa fosse realmente successo quel giorno.
Ma non solo: il domenicale sottolinea che anche la magistratura non fu informata, nonostante per legge gli operatori sanitari abbiano l'obbligo di comunicare in ogni caso. Ci penserà la stessa donna, nel maggio del 2015, tramite una denuncia penale.
Il Caffè ricorda infine che, per quanto sia dato sapere, per ora l'inchiesta penale in corso sia solo a carico di Piercarlo Rey. E non anche del personale medico e di coloro che sapevano, ma che non hanno detto nulla.
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