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Ticino
Caso Ravi: Pelli ricorre
Redazione
16 anni fa
Secondo Fulvio Pelli, legale del fiduciario Sandro Guggiari, l'atto d'accusa del pp Arturo Garzoni non sta in piedi e va annullato

Quell’atto d’accusa non sta in piedi e va annullato. Lo sostiene Fulvio Pelli, legale del fiduciario Sandro Guggiari, accusato insieme al deputato Yasar Ravi di frode fiscale, falsità in documenti e conseguimento di una falsa attestazione. Pelli ha ricorso contro il rinvio a giudizio alle Assise Correzionali firmato nelle scorse settimane dal procuratore pubblico Arturo Garzoni. Un rinvio a giudizio che ha già diviso l’opinione pubblica, per via del ruolo politico ricoperto da Ravi. Il quale peraltro si professa innocente. Quattro gli accusati: oltre a Ravi e Guggiari, anche i due inglesi protagonisti della compravendita di Villa Violetta a Castagnola. La parola passa ora alla Camera dei ricorsi penali. Intanto, Ravi, che all’inizio dell’inchiesta era difeso da John Noseda, eletto procuratore generale, ha incaricato un nuovo legale: Luigi Mattei. Ma veniamo ai fatti: Garzoni accusa Ravi e Guggiari di aver giocato un ruolo determinante nella compravendita parzialmente in nero di Villa Violetta, avvenuta nel 2005. Stando al magistrato, per la vendita della villa l’avvocato e il fiduciario idearono e organizzarono una strategia ingannevole, suggerendo di preparare due contratti: uno per lo stabile e uno per un inesistente mobilio di lusso. In quel modo, il prezzo ufficiale scese da 9 milioni a circa 6 e mezzo. Ma né Guggiari, che non è avvocato, né Ravi, firmarono il rogito, affidato a un notaio non coinvolto nella vicenda penale. Fulvio Pelli chiede l’annullamento dell’atto d’accusa perché il reato di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione non è stato correttamente contestato a Guggiari durante l’inchiesta. Ma non è tutto, secondo il legale, buona parte dei fatti indicati nell’atto d’accusa non sono di rilevanza penale. L’unico atto illecito sarebbe semmai quello finale, vale a dire il rogito dell’operazione immobiliare. Una falsità in documenti che non va comunque attribuita a chi non ha firmato i documenti falsi. Insomma, sostiene Pelli, i reati contestati agli accusati non sono sufficientemente circostanziati per cui l’atto d’accusa, se non annullato, va quantomeno corretto, descrivendo esattamente quali sono gli atti illeciti. [email protected]

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