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Ticino
Caso Ravi: le prime reazioni politiche
Redazione
16 anni fa
Il deputato PPD è stato rinviato a giudizio. Bertoli: "Un caso che crea perplessità". Vitta: "E’ un caso che deve gestire il PPD"

Frode fiscale, falsità in documenti e conseguimento di falsa attestazione. Sono i tre reati contestati al deputato PPD Yasar Ravi. Il 41enne avvocato, come anticipato ieri sera da Teleticino, è accusato dal procuratore pubblico Arturo Garzoni di aver giocato un ruolo determinante in una compravendita parzialmente in nero di Villa Violetta a Castagnola. Ravi ieri sera ai nostri microfoni ha dichiarato di rimanere sulla sua posizione iniziale. “Respingo tutte le accuse”, ci ha detto. “E prenderò posizione - ha aggiunto - solo quando avrò nominato un legale”. No comment, per ora, sulla sua posizione politica. Il PPD incontrerà entro la fine della settimana il deputato Ravi, che avrà modo di spiegare la vicenda e di chiarire la propria posizione di fronte ai vertici del Partito. Poi nel corso del week-end l’Ufficio presidenziale si chinerà sul caso e lunedì comunicherà quanto deciso. Intanto le reazioni di esponenti degli altri partiti ticinesi non mancano. “Fatto salva la presunzione di innocenza - ci dice il presidente del PS Manuele Bertoli - è chiaro che si tratta di un nuovo caso giudiziario che colpisce la compagine azzurra. Un caso che, quantomeno, crea delle perplessità visto che ci sono dei precedenti, vedi Giovanni Antonini, Filippo Lombardi e il giudice Franco Verda. Ma ripeto: in questo caso la giustizia deve ancora fare il suo corso”. “Carta canta. Ma vorrei vedere queste carte, perché del gatto Arturo ne abbiamo viste di tutti i colori”, ci dice il capogruppo leghista Attilio Bignasca. “Ma mi spiacerebbe - aggiunge - se Ravi fosse stato così pollo da farsi prendere per una cifra come questa, che non gli cambia di certo la vita”. “Mi auguro che Ravi riesca a dimostrare la sua innocenza. Ma qualora sapesse di essere colpevole, allora dovrebbe immediatamente lasciare il Gran Consiglio”, commenta invece il deputato UDC Marco Chiesa. “E’ un caso che deve anzitutto gestire il PPD al suo interno e non ho gli elementi per giudicarlo”, taglia corto il capogruppo PLR in Gran Consiglio Christian Vitta. “Per conto mio finché non c’è una sentenza una persona è innocente”, commenta infine il coordinatore del Verdi Sergio Savoia. “E quindi - aggiunge - anche se si tratta di un politico e di una persona nota per Ravi valgono le stesse regole che valgono per tutti gli altri. Dunque niente processi mediatici. E parola alla giustizia”. joe.p.

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