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Ticino
Caso Polanski, Marco Solari: "Imbarazzati"
Redazione
17 anni fa
Il presidente del Festival del film di Locarno commenta l'arresto del regista, che potrebbe essere liberato su cauzione (AUDIO)

“Noi non siamo giuristi. Ma la questione ha purtroppo un lato maledettamente chiaro a livello giuridico. E dobbiamo prenderne atto”. E’ con queste misurare parole che il presidente del Festival del film di Locarno Marco Solari commenta stamane l’arresto di Roman Polanski. Il regista franco polacco, ricordiamo, è stato arrestato sabato sera al suo arrivo all'aeroporto di Zurigo, dove doveva ricevere un premio alla carriera in occasione del quinto Festival cinematografico della città. “Ma siamo imbarazzati - aggiunge Solari, senza dissimulare il disagio provato nel commentare una notizia di questo tipo - perché è successo durante un festival. E dunque non possiamo non essere imbarazzati”. Questo caso potrebbe avere ricadute negative per il Pardo? “E’ presto per giudicare. Dipende da come evolve la situazione. Per Locarno al momento - conclude il presidente del Pardo - la prudenza è d’obbligo”. Mitterand e Sarkozy: ‘Auspicio per una soluzione rapida’ In un comunicato, il ministro francese della Cultura, Frédéric Mitterand, si è detto "stupefatto" per l'arresto, ricordando che Roman Polanski è cittadino francese. Il ministro ha poi precisato di aver "consultato il presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, che segue la vicenda con grande attenzione e condivide l'auspicio per una soluzione rapida". E domenica il capo della diplomazia polacca Radoslav Sikorski ha annunciato che avrebbe chiesto agli Stati Uniti, congiuntamente con il suo omologo francese Bernard Kouchner, la liberazione di Polanski.Couchepin e Widmer-Schlumpf: ‘Vicenda esclusivamente giuridica’ Reagendo alle critiche dalla Svizzera e dall'estero, il ministro della cultura Pascal Couchepin e la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf hanno chiarito ieri a Berna che si tratta di una vicenda esclusivamente "giuridica e non di cultura", e neppure politica. Le regole giuridiche e gli accordi internazionali devono essere applicati a tutti nello stesso modo, ha sottolineato la ministra di giustizia. La consigliera federale ha sostenuto che la Svizzera questa volta ha potuto procedere all'arresto di Polanski in quanto Berna ha saputo del suo arrivo in anticipo. Libero su cauzione?Il regista franco-polacco Roman Polanski rifiuta la domanda d'estradizione di cui è oggetto da parte degli Stati Uniti. I suoi avvocati inoltreranno ricorso al Tribunale penale federale (TPF). Lo annuncia il suo legale francese Hervé Temime in un comunicato. "I difensori sosterranno l'illegalità della domanda d'estradizione", precisa la nota. "Tenuto conto delle stravaganti circostanze del suo arresto, il suo legale svizzero (lo zurighese Lorenz Erni) solleciterà immediatamente la sua liberazione, eventualmente condizionale", precisa Temime. La liberazione condizionale è una possibilità "che non può essere esclusa", ma è concessa "molto, molto raramente", ha indicato Guido Balmer, portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Polanski ha uno chalet a Gstaad Intanto tutta la vicenda assume contorni ancora più grotteschi. Polanski aveva infatti uno chalet nell'Oberland bernese, dove si recava spesso e senza mai avere noie con la polizia o la giustizia elvetica. Lo afferma sempre l'avvocato francese del regista, Hervé Temime, in una intervista pubblicata oggi dal quotidiano parigino "Le Figaro". "Non ci aspettavamo assolutamente un arresto, visto che Polanski si reca assai regolarmente in Svizzera, e da parecchi anni", dice l'avvocato. Il regista, aggiunge, "possiede persino uno chalet a Gstaad, nel modo più ufficiale al mondo". L'avvocato conferma l'intenzione di chiedere la scarcerazione di Polanski e di battersi contro una eventuale estradizione verso gli Stati Uniti, che hanno spiccato u

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