
L’UDC scende in campo a sostegno di Norman Gobbi, finito nel mirino delle critiche dopo le sue dichiarazioni rilasciate alla trasmissione Falò della Rsi, incentrata sulla concessione dei rinnovi dei permessi di soggiorno e i relativi controlli di polizia. Sul tema è già scattata un’interpellanza dell’MPS al Governo, mentre il PS ha chiesto di attivare l’Alta vigilanza sulle procedure adottate dal Consiglio di Stato e dal Dipartimento delle istituzioni diretto da Gobbi.
In una nota odierna, il partito UDC difende l’operato del DI, ritenuto “adeguato e proporzionato alla situazione”, seppur “non si escludano possibili adeguamenti delle varie prassi in virtù delle decisioni dei vari Tribunali”. Lo stesso Gobbi, ribadiscono i democentristi nella nota firmata dal presidente Piero Marchesi, “ha chiaramente affermato durante la trasmissione che la prassi verrà adeguata alle recenti decisioni dei Tribunali”. Ma la gestione messa in campo del DI, sottolinea l’UDC, ha portato a “rilevare domicili fittizi di stranieri che in Ticino sono venuti con intenti criminali, altre evidenti situazioni legate alla malavita e alla mafia e, non da ultimo, persone che grazie ai permessi di domicilio o di soggiorno si recano nel nostro Cantone per approfittare delle assicurazioni sociali”.
Una critica viene infine rivolta a quei partiti e associazioni che “si sono sempre battute per un’immigrazione incontrollata e contro qualsiasi operato che ha l’obiettivo di verificare la veridicità dei vari richiedenti”. Secondo l’UDC essi utilizzano questa situazione “per chiedere l’allentamento di misure di controllo che hanno dimostrato di essere preventive anche nella lotta contro la criminalità, oltre che nell’evitare abusi in campo sociale”.
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