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Ticino
Caso Palma au Lac: chiesta esecuzione anticipata della pena
Foto CdT/Reguzzi
Foto CdT/Reguzzi
Marco Jäggli
6 anni fa
Il sospetto omicida della 22enne britannica non è più in detenzione preventiva su sua richiesta. L’avvocato: “Non è un ammissione di colpa”

Il 30enne germanico sospettato della morte dell’amante 22enne inglese all’Hotel la Palma au Lac di Muralto ha chiesto di essere posto in esecuzione anticipata della pena. Lo riporta La Regione. L’uomo si trovava fino a quel momento in carcerazione preventiva, che era stata in precedenza prorogata tre volte. Questa decisione potrebbe leggersi come un riconoscimento parziale dei fatti, ma anche come il semplice desiderio di un regime carcerario meno restrittivo. L’avvocato difensore nega fermamente la prima opzione: “Non è un ammissione di colpa”, ha dichiarato infatti Yasar Ravi al quotidiano bellinzonese, precisando inoltre: “Il mio cliente mantiene la sua posizione, respinge fermamente le accuse di assassinio e omicidio intenzionale”.

Il caso
Il caso riguarda la morte, avvenuta in circostanze sospette, della 22enne inglese, avvenuta il 9 aprile 2019 in una stanza dell’Hotel la Palma au Lac di Muralto. Il cittadino tedesco, domiciliato nel Canton Zugo e 29enne all’epoca dei fatti, aveva lui stesso allertato i soccorsi a seguito del decesso dell’amante, dovuto a suo dire a un gioco erotico finito male. La donna, secondo la ricostruzione di due diverse perizie mediche, sarebbe deceduta tra le 4 e le 6 di quella notte per un’asfissia meccanica da strangolamento.

La ricostruzione dei fatti fornita dall’uomo non ha però convinto pienamente gli inquirenti, sia per un litigio animato tra i due avvenuto nel cuore della notte e riportato anche dal custode della struttura, sia per le riportate difficoltà economiche dell’uomo nel pagamento degli alimenti per i figli, che giustificherebbero un possibile movente per la morte della ragazza: tra le ipotesi di reato infatti, oltre all’assassinio, la procura ha configurato anche l’appropriazione indebita per l’ipotetico furto della carta di credito della vittima, sulla quale essa avrebbe ricevuto un pagamento di 30’000 sterline da parte dello zio. L’imputato ha però sempre respinto questa tesi, dichiarando di non avere problemi di soldi.

Inchiesta in via di conclusione
L’inchiesta penale è ad ogni modo ancora in corso, con la richiesta da parte della procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis di una nuova perizia per delucidazioni, ai fini dell’inchiesta, sui giochi erotici. Tuttavia, informa il Ministero pubblico, gli ultimi accertamenti sono a buon punto e ci si avvia alla conclusione.

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