
Michele Foletti non ci sta: alle accuse neppure troppo velate di aver aggirato la legge sulle commesse pubbliche per favorire i soliti noti, risponde punto su punto. "Abbiamo fatto un'operazione in completa trasparenza: abbiamo fatto un messaggio al consiglio comunale dove abbiamo detto che avremmo acquistato lo stabile da Swisslife una volta che lo questo fosse stato messo a norma".
Il caso è esploso ieri quando il domenicale Il Caffè ha svelato qualche retroscena sul Polo Tecnologico: quello che prima o poi dovrebbe sorgere a Lugano (vedi articolo suggerito). Un progetto a cui l’Esecutivo cittadino tiene parecchio e che dovrebbe trovare casa in via Simen, nello stabile Mizar di proprietà di Swisslife. Il costo dello stabile si aggira sui 40 milioni di franchi, 6-8 la ristrutturazione. Lugano ha messo a disposizione 10 milioni di franchi. 5 arrivano dal Cardiocentro, il resto dovrebbe metterlo sul piatto BancaStato.
Il punto è che se la città avesse acquistato l’immobile per poi adeguarlo alle esigenze del Polo, avrebbe dovuto aprire un concorso pubblico. Se invece, come è stato deciso, a ristrutturare, è l’attuale proprietario e l’ente pubblico compra il pacchetto completo, è la Swisslife a scegliere a chi far svolgere i lavori. E qui casca l’asino: secondo il caffè tra gli architetti impegnati nella ristrutturazione figura anche Giorgio Giudici, ex sindaco nonché membro della fondazione Cardiocentro. Notizie che naturalmente hanno fatto storcere il naso a più di qualcuno. Nulla di illegale, si basi bene. Ma un discorso di opportunità politica, dicono alcuni, suggerirebbe di agire diversamente.
Ancora il membro del Gran Consiglio ticinese: "Nessuno ci avrebbe dato la garanzia che avremmo potuto insediare all'interno dello stabile di Swisslife lo stabile Mizar. Tant'è, che ancora oggi la licenza di costruzione non è ancora stata rilasciata. È un anno e mezzo che stiamo discutendo, se avessimo acquistato lo stabile subito senza avere la licenza di costruzione e senza avere tutte le garanzie, avremmo pagato oneri ipotecari per quasi 100 mila franchi inutilmente".
Insomma, secondo il Municipale, "acquistare lo stabile prima della messa a norma e della licenza edilizia sarebbe stato un vero e proprio salto nel buio". Questo è quanto. Ma la questione promette di tenere banco ancora per un po’. Sicuramente avrà il suo spazio in Commissione della Gestione questa sera. Alcuni consiglieri comunali hanno già annunciato l’intenzione di chiedere chiarimenti.
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