
Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, al centro di una vicenda politico-giudiziaria che ieri ha spaccato in due l'assemblea del PLR ginevrino, non otterrà più la presidenza del Governo e neppure potrà più dirigere la polizia. Lo ha deciso oggi l'esecutivo cantonale, prendendo atto della volontà del magistrato di non dimettersi dalle sue funzioni.
Il tema ha ovviamente interessato anche il PLRT, con il presidente Bixio Caprara che halodato l'operato della presidente nazionale Petra Gössi in opinione pubblicata sul settimanale Opinione Liberale. "Comportamenti problematici di chi opera all’interno delle Istituzioni portano a screditarne la credibilità lasciando intendere vi sia del “marcio” diffuso che indebolisce pericolosamente la fiducia del cittadino verso lo Stato e chi ne fa le veci", ha rammentato Caprara.
Per il presidente del PLRT si tratta dell’ennesima dimostrazione "dell’importanza fondamentale non solo della scontata pretesa del rispetto delle leggi e delle regole, ma soprattutto dell’attesa sensibilità degli eletti per aspetti quali la rettitudine e la trasparenza così come l’attenzione a questioni di mera opportunità". Questi ultimi sono "valori fondamentali strettamente correlati al significato profondo della responsabilità individuale che, assieme alla coesione sociale, rappresentano le fondamenta del pensiero liberaleradicale".
"Per poter servire al meglio le Istituzioni non basta quindi farsi eleggere grazie ad una certa notorietà. Nello svolgimento del proprio mandato è altrettanto indispensabile che questa notorietà sia accompagnata da una reputazione irreprensibile ciò che significa in particolare e senza alcun tentennamento privilegiare l’interesse generale rispetto a quello personale. Quando la reputazione viene messa irrimediabilmente in dubbio, anche senza necessariamente che vi siano fatti di rilevanza penale, è la credibilità delle Istituzioni e del partito che si rappresenta ad essere messa in discussione", prosegue Caprara.
"Al protagonista rimangono solitamente poche alternative; le dimissioni, il non rinnovare il mandato oppure rimettersi al giudizio popolare alle elezioni successive. Le sfumature nella valutazione delle possibili situazioni di opportunità possono essere molto estese e i diversi casi vanno ponderati senza integralismi e isterismi. Ad esempio si possono intuire limiti molto più ristretti per chi è politico professionista rispetto a chi è politico di milizia. Quest’ultimo deve ovviamente poter continuare a svolgere il proprio lavoro tenendo adeguatamente conto dei contesti in cui opera".
In conclusione, per Caprara "ci vuole chiarezza e rigore ma pretendere un “divieto di esercizio” o insinuare in modo strumentale disonestà a ogni piè sospinto equivarrebbe ad auspicare politici professionisti".
"Ma questo manifestamente, oltre che poco svizzero, non sarebbe certo una via virtuosa da seguire. Giù il cappello alla nostra presidente Petra Gössi che non ha mai avuto dubbi nel ricordare che senza la necessaria reputazione non vi può essere un’azione politica credibile ed efficace.
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