
Caso Lumino's. Ieri il gruppo socialista in Gran Consiglio aveva depositato un'interrogazione urgente, in relazione alle notizie apparse negli scorsi giorni sugli organi di informazione. E oggi, a meno di 24 ore dall'inoltro dell'interrogazione, il Governo ha già fornito le sue risposte.
Risposte giunte in tempi brevissimi, con lo scopo di precisare la posizione del Governo. Una posizione tuttavia limitata agli aspetti che per legge gli consentono di intervenire. Essendo la vicenda oggetto di un procedimento penale, infatti, la valutazione sulla gravità della situazione spetta al Ministero pubblico.
Il Consiglio di Stato, rispondendo all'interrogazione del PS, spiega di aver preso atto dei primi accertamenti svolti internamente al Dipartimento competente, nonché della richiesta del funzionario coinvolto nella vicenda di un chiarimento della sua situazione e posizione. Il Governo ha inoltre provveduto a trasmettere al Ministero pubblico, per verifica e valutazione nell'ambito del procedimento penale in corso, lo scritto che Michele Barra ha inviato ai suoi colleghi il 23 settembre scorso, per proporre di regolarizzare i postriboli fuori zona edificabile.
Nella risposta, il Governo precisa però che tale lettera non tratta una peculiarità unicamente del Lumino's, bensì di più luoghi sul territorio cantonale.
La persona con cui si è consultato il direttore del Dipartimento del Territorio è Norman Gobbi, direttore delle Istituzioni. Ciò è avvenuto tuttavia solo in un secondo momento, quando l'inchiesta di Polizia era già in corso. Gobbi si era limitato a prendere atto di quanto esposto da Barra, indicandogli di valutare attentamente il contesto e la situazione. Un atteggiamento prudente che si imponeva, in quanto Gobbi era stato ricusato da parte del legale delle società facenti capo al Lumino's a causa di un suo semplice scritto al Municipio, con il quale legittimamente garantiva la piena disponibilità della Polizia cantonale a intervenire nell'ambito dell'applicazione della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione. Il Ministero pubblico, sostiene il Governo, è stato informato su questi contatti e sui loro contenuti. Di conseguenza il Consiglio di Stato non ritiene necessario fornire ulteriori comunicazioni, reputando che occorre lasciare al Magistrato competente il compito di assumere i riscontri indispensabili al fine dell'inchiesta.
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