
Caso Kering: il procedimento penale aperto dal Ministero pubblico della Confederazione per riciclaggio non riguarda questioni fiscali. A ribadirlo in una nota l'avvocato Paolo Bernasconi, patrocinatore del gruppo francese, che specifica come la denuncia sia partita dalla stessa Kering nei confronti di un manager per gravi malversazioni e nel frattempo licenziato.
"Nel dicembre 2016 avevamo introdotto una denuncia penale presso il Ministero Pubblico della Confederazione contro un manager del Gruppo, allora operativo in Italia e in altri paesi, nel frattempo subito licenziato" scrive in una nota il legale. "Si trattava di gravi malversazioni commesse a partire dal 2013. Dopo le verifiche iniziali, il Ministero Pubblico della Confederazione aveva aperto un procedimento penale nell’ambito del quale aveva proceduto a sequestrare numerosi conti bancari in Svizzera e all’estero".
"Contemporaneamente" aggiunge Bernasconi, "venne aperto un procedimento penale da parte della Procura della Repubblica di Milano che, sempre nel dicembre 2016, inviò una rogatoria al Ministero Pubblico della Confederazione nell’interesse del procedimento penale milanese, parimenti promosso contro il medesimo manager infedele".
Si è quindi fatta confusione riguardo ai due procedimenti, specifica Bernasconi, che parla di una "bufala storica": "Attualmente non è pendente nessun procedimento penale da parte del Ministero pubblico della Confederazione che riguardi persone giuridiche o persone fisiche del Gruppo Kering o di società collegate al Gruppo Kering", precisa l'avvocato. Così come non è pendente "nessuna rogatoria da parte della Procura della Repubblica di Milano riguardante rimproveri per presunte infrazioni fiscali che riguarderebbero la ditta Gucci".
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