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Ticino
Caso Item: bacchettati Kandemir Bordoli e Lurati
Redazione
12 anni fa
"Il vostro titolo è del tutto inappropriato" scrive il Governo rispondendo all'interrogazione socialista sulla rinuncia alla carica di Valentina Item

"Metodi corleonesi per la nostra giustizia?"

È questo il titolo dell'interrogazione parlamentare presentata il 22 aprile scorso dai deputati socialisti Pelin Kandemir Bordoli e Saverio Lurati (PS) per chiedere lumi al Governo sul caso Item.

Un titolo che non è affatto piaciuto al Governo. "L'atto parlamentare ha un titolo del tutto inappropriato alle circostanze occorse nella vicenda" scrive il Consiglio di stato nella sua risposta, giunta in questi giorni.

Il Consiglio di Stato, affermando di aver preso atto della rinuncia ad assumere la carica di procuratrice pubblica da parte di Valentina Item, sottolinea che tale elezione è di competenza del Gran Consiglio, mentre la sospensione o la destituzione sono di competenza del Consiglio della magistratura. Il Consiglio di Stato, pertanto, non ha nessun ruolo nella designazione dei magistrati. La legge, inoltre, non disciplina la possibilità di sospendere l'elezione dopo che essa abbia avuto luogo, come chiedevano Kandemir Bordoli e Lurati.

I due socialisti chiedevano poi un giudizio sulle parole rivolte dal collaboratore personale del consigliere di Stato Claudio Zali, Cleto Ferrari, al capogruppo UDC Marco Chiesa. "Vedrai che bella sorpresa ti stiamo preparando..." aveva detto Ferrari, riferendosi al tentativo di far eleggere la candidata leghista Sabrina Aldi invece di Valentina Item. Secondo i due socialisti si trattava di "flagrante annuncio di reato", ma il Governo, vista l'esistenza di un procedimento penale tuttora aperto, non intende entrare nel merito delle dichiarazioni di Ferrari.

Da ultimo, per quanto riguarda la fuga di notizie, il Governo deplora ogni diffusione di informazioni coperte dal segreto d'ufficio "indipendentemente dall'appartenenza politica del direttore del dipartimento interessato."

Per prevenire ed evitare la diffusione di informazioni sensibili e coperte dal segreto d'ufficio, il Governo spiega che il Ministero pubblico e la Polizia cantonale stanno esaminando l'adozione di eventuali ulteriori accorgimenti.

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